Fatta la Giunta e nominati presidenti e vicepresidenti dell’assemblea consiliare, ci si sarebbe aspettati che l’attività del Consiglio regionale partisse subito. Invece si parla di tenere la prima riunione nella seconda settimana di giugno, probabilmente il 7 o l’8. Un lasso di tempo molto lungo, anche se nei termini, che si spiega solo con quello che potremmo chiamare “perfezionamento dell’accordo istituzionale”. I gruppi stanno infatti discutendo sugli strumenti di funzionamento del Consiglio, dalle commissioni, con relative presidenze, alle dotazioni, in uomini e mezzi, dei singoli gruppi consiliari. Il nuovo Statuto assegna all’Assemblea maggiori poteri, quindi maggiori mezzi. Il ragionamento che fanno in molti è il seguente: se la Giunta spende annualmente in consulenze centinaia di migliaia di euro, perché la stessa cosa non deve poter fare il Consiglio? Si tratta solo di trovare una proporzione accettabile, soprattutto con le finanze. In pratica sta venendo al pettine uno dei nodi irrisolti della macchina amministrativa regionale: l’importanza delle strutture. L’opposizione vuole essere messa in grado di competere, anche se non ad armi pari. E su questo fronte è moltissimo il terreno da recuperare. Prendiamo il caso, ma è uno dei tanti, della comunicazione. Nel tempo la Regione ha costruito il più grosso impero editoriale della Toscana. I numeri parlano da soli. 40 giornalisti dipendenti, due trasmissioni radiofoniche, Toscana Radio News e Toscana in onda, che vengono irradiate da 38 radio locali, 12 riviste, inviate gratuitamente a decine di migliaia di indirizzi, di queste solo 5 sono dedicate all’informazione istituzionale, un portale internet con un numero impressionante di pagine, due uffici stampa, uno a servizio del consiglio, che sfornano comunicati a ripetizione. Prima dell’inizio dell’ultima campagna elettorale, in aggiunta a tutto questo, una nuova trasmissione televisiva Noi Toscana e una produzione di spot di propaganda. La trasmissione, 25 minuti settimanali, è andata in onda su 20 televisioni locali, aveva lo scopo di informare i cittadini sull’attività della Giunta. Spesa effettuata: 167mila euro per un totale di 16 trasmissioni. Da notare che per quasi tutta la scorsa legislatura è andata anche in onda sulle tv locali una trasmissione di informazione sull’attività del Consiglio alla quale hanno partecipato tutti i gruppi, di maggioranza e di opposizione. Oltre a tutto questo, sempre prima delle elezioni, la Regione ha effettuato una serie di spot ancora una volta illustrativi dell’attività della Giunta. Cifra stanziata 25mila euro. Attualmente si ipotizza la realizzazione di una televisione della Regione per trasmettere in digitale terrestre. Non è difficile capire perché le minoranze vogliano essere della partita. Si pensi solo ai risultati che si possono ottenere, nell’esempio fatto, da tutta questa attività editoriale: inondare le redazioni di una montagna di comunicati, una percentuale dei quali passa comunque, e contribuire a tenere in piedi, con i soldi pubblici, una rete di riferimento che può servire per qualsiasi altra evenienza. Le strutture insomma, una volta messe in piedi, assurgono a fatto politico, del quale non è più possibile non tenere conto.
Raimondo Magnini Fonte L’Opinione

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