Fabio Mussi è sceso ufficialmente in campo presentando la seconda mozione, dopo quella di Fassino, per il congresso nazionale Ds. La tesi di fondo è che il Partito Democratico è un errore perché di fatto cancella dalla scena italiana la presenza di una forza politica che si richiama ai valori del socialismo europeo. In alternativa viene proposta la riunificazione della sinistra dando spazio ai movimenti nati negli ultimi anni. Sferzanti molte parti dell’intervento del ministro dell’istruzione “D’Alema sostiene che il Pd serve per andare oltre? Bene, anch’io dico che dobbiamo andare oltre. Ma per me vuol dire un po’ più a sinistra , non più a destra. Il Pd va indietro e va fuori. La discussione sul Pd serve ad eludere la discussione sui Ds. Un partito diventato marginale in vaste aree del paese, un partito che rischia di essere il partito degli eletti”. Difficile dare torto a Mussi. Si può non essere d’accordo con la sua prospettiva, ma nella logica dei Ds quella è l’unica strada possibile anche perché da tempo l’ex partito comunista ha rifiutato l’altra strada che aveva davanti: quella di dar vita anche in Italia ad una grande forza socialdemocratica di stampo europeo. Il partito Democratico non è quella forza perché nasce dalla volontà di riunire tutti i filoni del riformismo italiano, quindi quello socialista e quello cattolico. Una scelta che per i Ds trova la ragione di fondo nella volontà di non voler fare i conti con l’eredità di Craxi. Fare in Italia un partito socialdemocratico avrebbe voluto dire, anche non avendo questa intenzione, dare di fatto ragione a tutta la politica seguita dal leader socialista negli anni ’80, quando polemizzava con l’allora Pci. Così i Ds si sono messi nel sacco da soli. Se non fanno il Pd accentuano la crisi che li travaglia da anni, se lo fanno corrono seri rischi di andare incontro ad una scissione sul fronte sinistro con la possibilità più che concreta di vedere nascere, alla loro sinistra, una forza piuttosto consistente nata dalla fusione di Prc, Pdci e corrente Mussi. In entrambi i casi si apre una voragine sul fianco destro per chi voglia occupare quello spazio in nome degli ideali riformisti e laici che il partito di Fassino ha scelto di non portare avanti. Il fantasma di Craxi sta portando alla rovina chi allora lo volle eliminare per via giudiziaria rifiutandosi di aiutarlo, anche quando era caduto.
L’attacco di Mussi sul Partito Democratico: è la vendetta postuma di Craxi
Attacco di Mussi sul Partito Democratico. I DS sotto scacco, se vanno avanti rischiano la scissione, se frenano vanno incontro all’implosione. È la vendetta postuma di Craxi

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