FINI avrebbe preferito una sconfitta del Popolo della Libertà alle ultime elezioni regionali e comunali per esaltare tutto il suo narcisismo politico e porre una grossa ipoteca sul presunto nuovo terzo polo composto da D’Alema, Rutelli, Casini e Montezemolo con il beneplacito di Bersani e Di Pietro.
Purtroppo per FINI, ancora una volta, i risultati elettorali hanno dato ragione a Berlusconi e a Bossi.
FINI, a seguito del risultato elettorale, ha collezionato due grosse umiliazioni durante lo svolgimento della riunione della Direzione del Popolo delle Libertà, proprio quando Berlusconi stava svolgendo il suo intervento abbastanza critico nei confronti del cofondatore del PDL, eclissandosi durante la difficile campagna elettorale.
La prima, riguarda lo scioglimento delle sue ali di cera, appena tentato di avvicinarsi al palco, puntando l’indice della mano destra contro Berlusconi in modo irriverente e inopportuno per la carica istituzionale che ricopre. L’azione, alquanto spavalda, è stata criticata anche da quasi tutti gli ex AN e soprattutto dalla moglie di Almirante in TV confermando le doti narcisistiche di Fini.
La seconda umiliazione è nella perdita di affidabilità da parte dei suoi nuovi interlocutori politici, D’Alema, Casini, Rutelli, impegnati a formare un Terzo Polo, sia per fame di potere e sia per ridimensionare Berlusconi.
Fini, per l’irreparabile errore commesso nel voler differenziarsi da FI e dalla Lega Nord, ha perduto la stima della base del centro destra e di quasi tutti i suoi colleghi parlamentari ex AN che lo definiscono prepotente, arrogante, traditore, giustizialista per DNA politico.
L’altro errore è voler fa credere che il suo comportamento rientra nella normale dialettica interna a un partito democratico mentre fa dichiarare guerra da un suo fedele colonnello.
Le parole di Italo Bocchino, infatti, sono una sfida vera e propria, specie quando afferma che in Parlamento ci saranno le scintille sulle proposte della maggioranza. Tali tesi, Bocchino le conferma pedantemente in tutte le sue apparizioni in Televisione, dopo aver affermato di essere stato epurato dal PDL per espressa volontà di Berlusconi.
Qualora fosse vera la sua tesi, Berlusconi avrebbe tanta ragione per suggerire l’epurazione poiché, proprio Bocchino è il più acceso nemico di Berlusconi.
La verità che brucia a Bocchino è la critica che in Commissione avrebbe avuto dai suoi ex colleghi onorevoli di An.
Fini, che ha ben inteso di essere oramai isolato anche da parte delle opposizioni, dovrebbe per onestà intellettuale dimettersi dalla carica istituzionale, dal PDL e approdare in un gruppo misto della Camera in attesa del suo pensionamento politico.
La maggioranza sbaglierebbe pericolosamente a continuare nella polemica con Fini. C’è urgente bisogno di passare ai fatti, alle riforme, il più possibile condivise, sulla giustizia, sulla sanità, sul lavoro, sulla ripresa economica, sulla riduzione dei parlamentari, su un limite alle dispendiose consulenze, alla trasparenza sulle opere pubbliche, sui concorsi nelle alte cariche dello Stato e, infine, sulle intercettazioni a tappeto in cerca di strega da mandare al rogo mediatico.
Tale impegno troverebbe ampio consenso da parte dell’instancabile Capo dello Stato, che non perde occasione per invitare le forze politiche ad abbandonare l’arma della guerra per risolvere i problemi del popolo e salvaguardare la democrazia.
Domenico Civitano

Lascia un commento