L’errore principale della Mogherini e degli altri patners europei è quello di porre sul piatto delle trattative, come una sola opzione, la mediazione diplomatica ad oltranza.
L’Europa si ferma a Minsk. Senza nulla in pugno, senza aver trattato da Europa, ma con due capi di Stato che rappresentano solamente le rispettive nazioni, sia pur con un mandato dell’Ue. N’è uscito, dopo molte ore una probabile tregua per il 15 febbraio, mentre Putin pretendeva ancora dieci giorni per assestare i sui colpi. In questi tre giorni si sta scatenando il più grosso combattimento di sempre in tutte le zone invase dai Russi e dai terroristi, con uso da parte di questi, di armi non convenzionali al fine di conquistare più terra possibile e soprattutto Debaltsevo, crocevia strategico e snodo della viabilità verso tutte le direzioni. Nel momento che sto scrivendo, sono morti decine di soldati ucraini a Debaltsevo, e uccisi due bambini in un asilo colpito dai terroristi nella città di Artemisk. Putin fornisce le armi e gli uomini: militari, strateghi e tattici per combattere in Ucraina; la quale non ha invaso nessuno, ma è stata occupata dai carri armati. Obama, ha solo fino ad ora dichiarato la possibilità di fornire armi al paese occupato, e già alcuni si lagnano senza rendersi conto che chi colpisce è la Russia che ha il preciso scopo di riprendersi non solo l’Ucraina ma la sua influenza politica perduta nei paesi dell’ex Unione Sovietica, implosa in una dittatura di oligarchi capeggiata dall’ex capo del kgb. Hollande e Melker sono usciti dall’incontro a quattro visibilmente sfiniti sapendo bene di non aver ottenuto nulla di certo. Tanto è vero che la Merkel ha oggi indicato un altro luogo d’incontro per trattare, ad Astana in Kazakistan. L’errore principale della Mogherini e degli altri patners europei è quello di porre sul piatto delle trattative, come una sola opzione, la mediazione diplomatica ad oltranza. E’ un errore, che all’Europa è costata molto cara già nel 1939. Di fronte non c’è un politico, ma un ex capo del Kgb, abituato a pensare in ben altro modo. Per un confronto decisivo era necessario mostrare che esiste anche la possibilità di armare l’Ucraina e l’intervento della Nato. L’orso conosce solo una regola: quella del più forte. Putin percepisce che l’Europa è debole e insicura. Gioca su questo, scommette e vince. Si offre anche di aiutare Tsipras, neo primo ministro greco, anche se le pensioni minime in Russia sono un quinto di quelle greche, allo scopo di mettere in difficoltà la Cancelliera. Abbiamo di fronte un uomo che per recuperare credibilità nel suo paese, dopo aver messo a tacere opposizione e dissidenti che sostenevano i “fratelli “ ucraini, ha messo mano alle armi per conseguire un nuovo successo interno, nella maniera più subdola: in Crimea, invadendola con un esercito senza mostrine e un referendum illegittimo. Nell’Ucraina meridionale, sostenendo e rifornendo di armi le bande armate che controllano il crocevia della droga nel Donbass, dei sostenitori di Yanukovich, il quale è ormai al sicuro lontano dalla guerra. E’ un lontano ricordo, forse, l’aereo civile con più di seicento persone abbattuto da un missile Russo questa estate? Eppure si stenta a credere che l’Ucraina sia una democrazia ed uno stato indipendente che ha come diritto l’autodeterminazione di scegliersi un parlamento, un governo e se lo desidera, di entrare nella Nato come hanno fatto tutti i paesi europei, ex satelliti della defunta Unione Sovietica. Si deve ricordare che l’Ucraina è libera, che Yanukovich è stato dimesso da presidente ed è fuggito col malloppo, davanti dalla Suprema Rada che lo voleva arrestare, dove aveva la maggioranza parlamentare, dopo che la rivolta popolare in Maidan fatta da miglia di persone venute da tutta l’Ucraina, di tutte le età, giorno e notte, sono state in piazza a manifestare contro il governo. Sono state ammazzate in Maidan dai cecchini più di 440 persone e tutto perché il popolo sperava di vedere aperta la porta d’Europa. Poroscenko non è estato nominato, ma eletto da libere elezioni nazionali dove hanno partecipato liberamente tutti i cittadini del Paese. Per questo egli è potuto sedere oggi a Minsk assieme alla Merkel e ad Hollande nel duro confronto con Putin. Si deve aggiungere che lo scorso ottobre, ci sono state le elezioni parlamentari. Per tutti, Libere. Non so se questa parola “ libertà” ha un senso per chi vede Putin come degno del Nobel. Tale comportamento deve essere sostenuto dai paesi europei e difesa la volontà ucraina. Per quello che riguarda l’Europa, essa si trova impreparata ad affrontare un così grave problema. Non esistono gli Stati Uniti d’Europa e nulla poteva fare la Mogherini, perché Putin non riconosce l’UE come nazione federata. Ci sono motivi storici, per il ragionevole intervento di Hollande e Merkel, che non ha portato nulla di buono dopo sette ore di mediazione con Putin. L’embargo riguarda le armi, strumenti finanziari e soprattutto l’alta tecnologia industriale che la Russia importa dall’Europa e dal Mondo e se necessario devono essere inasprite. Pensare di essere danneggiati come economia è una cosa puerile, italianocentrica per nulla europea. Questa è una prova importante per i popoli e l’Unione Europea che deve andare verso la federazione politica prima che ci si arrivi attraverso il sacrificio di un conflitto.

Sono d”accordo con Lei
In questo momento sto scrivendo in diretta mentre seguo i siti ucraini. Gli scontri sono ripresi poche ore fa con morti e feriti. Due militari delle forze ucraine sono morti a Logvinovo ( traduzione fonetica) e due a Sahanka. Ieri, in tv Poroshenko ha detto agli ucraini che se non verrà rispettato l’accordo l’Ucraina dichiarerà guerra alla Russia. Siamo col fiato sosopeso, increduli ed incerti sul prossimo futuro.