La dodicesima notte non è solo una commedia di Shakespeare, ma la data del nuovo anno giuliano che un tempo anche in Ucraina segnava l’inizio del nuovo anno. Per questo cari amici siete invitati a venire, pur nel pomeriggio del prossimo 12 gennaio a Prato, nella sala Apollo della Pubblica Assistenza in via San Jacopo alle ore 17,30 per ammirare i costumi, i canti, la storia dell’antica terra dei cosacchi dello Zaporozhye raccontate da Gogol nella “ Notte prima di Natale”. Rivisitato attraverso il gusto e la sensibilità delle giovani ucraine d’Italia, il racconto diventa lo spunto per esprimere il sentimento musicale e i colori di quel popolo contadino e fiero sconosciuto a moltissimi italiani. Protagonista sarà la bandura suonata da Eka, una virtuosa di questo antico strumento ucraino, per rendere l’idea, simile ad grande mandolino a sessantaquattro corde. Assieme ad Eka ci saranno il gruppo di danza folk “ KOLO”. Da Ferrara, invece, arriveranno a Prato il gruppo folk “ YEDYNA RODYNA” ( FAMIGLIA UNITA). L’esigenza interiore di ricordare la patria, unisce il sentimento di tutti i lavoratori che vivono lontano e come per tutti accade a chi è lontano, si vuol ricordare anche ai figli le origini, mentre agli ospiti, mostrare la bellezza della loro identità più profonda e popolare. Vedere questo spettacolo è l’occasione, è l’opportunità di conoscere un popolo spesso confuso con quello russo, sommesso un tempo dalla tragedia sovietica. Tra i racconti di Gogol e tra quelli dedicati all’amata Ucraina, “ Notte prima di Natale “ racconta una umoristica storia di paese ai tempi di Caterina II. Gli spunti storici del racconto, a ben vedere importanti, sono per la circostanza tralasciati per esprimere in primo luogo la natura e la gioia canora del popolo. Un popolo che durate la disgraziata Campagna di Russia voluta fortemente da Mussolini, salvò molte vite dei nostri militari i nei drammatici giorni della ritirata dal Don in quel eccezionale inverno sovietico. Ci scalderemo, invece, per questa occasione partecipando all’ascolto di sorprendenti voci liriche, e della dolcissima bandura.
Enrico Martelloni


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