• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

JFK, sbriciolamento di un mito

In occasione della ricorrenza, 15, 17 aprile 1961, della tentata invasione di Cuba, Rai tre ha dedicato una trasmissione de La Storia Siamo noi, alla Baia dei Porci. Bisogna riconoscere al programma una certa accuratezza anche se alcuni aspetti controversi non potevano e forse non possono essere approfonditi adeguatamente nemmeno a sessantacinque anni di distanza. Da annotare che l’operazione venne predisposta dalla amministrazione precedente Eisenhower, Nixon, di segno politico opposto a quella Kennedy Jhonson. Questo dimostra non solo la continuità della politica estera statunitense, Nixon avrebbe poi continuato la guerra in Vietnam iniziata da Kennedy, ma anche la necessità di una lunga gestazione delle operazioni militari statunitensi, persino quelle più geograficamente vicine alle proprie coste.

di Riccardo Bruno | 18 Aprile 2026
21 gennaio 1961 Inauguration day: all’ingresso della Casa Bianca i due presidenti Eisenhower e Kennedy

In occasione della ricorrenza, 15, 17 aprile 1961, della tentata invasione di Cuba, Rai tre ha dedicato una trasmissione de La Storia Siamo noi, alla Baia dei Porci. Bisogna riconoscere al programma una certa accuratezza anche se alcuni aspetti controversi non potevano e forse non possono essere approfonditi adeguatamente nemmeno a sessantacinque anni di distanza. Da annotare che l’operazione venne predisposta dalla amministrazione precedente Eisenhower, Nixon, di segno politico opposto a quella Kennedy Jhonson. Questo dimostra non solo la continuità della politica estera statunitense, Nixon avrebbe poi continuato la guerra in Vietnam iniziata da Kennedy, ma anche la necessità di una lunga gestazione delle operazioni militari statunitensi, persino quelle più geograficamente vicine alle proprie coste. Eisenhower non fu mai convinto ad autorizzare l’intervento in cui Kennedy si buttò a capofitto. Non perché Ike, non fosse altrettanto anticomunista di JFK. Da militare consumato vedeva meglio la difficoltà di condurre un’operazione simile, dal momento che il complesso della popolazione cubana era a favore del nuovo regime. Cioè, a contrario di Kennedy, Eisenhower aveva presente un punto politico di fondo, la popolarità di Castro sull’Isola e la denigrazione dell’America in quanto ex amica di Batista.

Aver completamente ignorato questo aspetto è la causa principale del fallimento dell’avventura kennediana che si sarebbe potuta risolvere per lo meno con un forte sostengo militare. La trasmissione televisiva di Paolo Mieli ha spiegato perfettamente come il piano della Cia prevedesse un intervento di supporto statunitense che non venne realizzato. In parte, perché il neo presidente si era illuso fino all’ultimo che la popolazione avrebbe preso le parti dei rimpatriati, cosa che si guardò bene dal fare. In parte, perché Kennedy non voleva presentarsi al mondo per quello che era veramente, un interventista convinto. In Congo aveva già fatto uccidere Lumumba prima ancora di aver giurato da presidente. Il suo sogno era di poter dire che i cubani avevano rovesciato il regime castrista, e non che lo aveva fatto lui con le truppe americane. Cosa che avrebbe potuto dire successivamente in Cile, Richard Nixon. Anche se Nixon non venne lo stesso creduto, mai nessuno è stato in grado di dimostrare il contrario, quando a Cuba era previsto l’intervento diretto dei marines.

Invece è completamente mancata alla trasmissione Rai la riflessione sulle implicazioni di fondo al fallimento della Baia dei Porci. Ovvero. la sfiducia dei vertici militari e di intelligence nei confronti della presidenza Kennedy. Li ha attivati, per poi fermarli. Situazione che si sarebbe riprodotta durante la crisi dei missili due anni dopo. Fu allora che nacque il sospetto, rimasto ad aleggiare sulla presidenza Kennedy, delle pressioni delle principali famiglie mafiose. La mafia perse con Batista un centro finanziario di primo livello per le sue attività legali più redditizie. Ad un uomo come Eisenhower, che certo non proveniva da una famiglia divenuta milionaria durante gli anni del proibizionismo, della mafia non poteva importare nulla. Kennedy illuse e poi deluse la mafia.

I falchi dell’amministrazione videro invece in Kennedy semplicemente l’ipocrisia che produsse l’irrisolutezza. Qualcosa che avrebbe poi accompagnato anche il presidente Carter, nemmeno a dirlo, in Iran, durante la crisi degli ostaggi. Bisogna allora riconoscere che per lo meno in Venezuela, Trump ha evitato di fare la fine di Kennedy a Cuba. L’ operazione contro Maduro ha avuto un successo formidabile. Kennedy, dopo la Baia dei Porci aperse un contro con Castro che non portò a nessun risultato, semmai, una successiva mortificazione. Quello che rischia Trump in Iran, mai finisse con il rasentare l’impotenza di Carter. Trump ha ancora un’arma davvero letale a suo favore. Il discredito del regime iraniano presso la sua stessa popolazione.

Riccardo Bruno

Pubblicato in : Editoriale, Esteri

Info Riccardo Bruno

Riccardo Bruno si è laureato in Storia della Filosofia presso l’Università di Roma La Sapienza nel 1988. Dal 1987 al 1989 collabora all’Ufficio esteri del PRI diretto dall’onorevole Vittorio Olcese. Dal 1994 è capo ufficio stampa del PRI, dal 1995 giornalista professionista iscritto alla stampa parlamentare. Nel 1999 è capo redattore de La Voce Repubblicana. È stato poi editorialista per il Foglio di Giuliano Ferrara e l’Indipendente di Vittorio Feltri. Dal 2019 è prima vice direttore de La Voce Repubblicana e poi direttore politico

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti