
Rischiamo ogni giorno di ripeterci, questo è evidente, specialmente perché i mercati continuano imperterriti a vivere fasi di tensione importante alternati a qualche sporadica correzione in favore del ritorno dell’appetito al rischio, ma insufficienti a poter dire che i ribassi sono terminati. Ieri il decennale dei treasuries ha fatto registrare il massimo rendimento dal 2007, con un +4.986% che ha fatto pensare per un attimo, anche allo sfondamento del 5%. La tensione si è sentita dopo che i mercati asiatici avevano chiuso la sessione precedente in deciso ribasso, a seguito del calo di Wall Street, che poi in serata è tornata a scendere dopo il discorso di Jerome Powell che se da un lato ha evidenziato cautela verso l’eventualità di ulteriori rialzi del costo del denaro, dall’altro, alla fine del suo discorso ha ribadito che la politica monetaria non è eccessivamente restrittiva, aprendo di fatto la strada ad altri aumenti. Il Dow Jones ha chiuso a -0.75%, l’S&P a -0.85% e il Nasdaq a -0.96%. Anche le borse asiatiche, questa notte, hanno chiuso negative mentre i rendimenti dei titoli di stato americano, si sono stabilizzati con il decennale al 4.95%. Ad alimentare ulteriormente la tensione, però, nel primo pomeriggio, erano stati i dati macro, con i jobless claims scesi a 198 mila, il minimo da Gennaio scorso. Questo, insieme al disscorso di Jp, potrebbe indurre la Fed a rimanere hawkish sul costo del denaro, poiché gli aggregati Usa, fino ad ora, non hanno evidenziato un ribasso preoccupante, anzi. Bisogna però ricordare che le richieste continuative di disoccupazione sono aumentate di 29k unità a 1.734.000, rimanendo su livelli bassi, ma suggerendo che i disoccupati ora impiegano più tempo a trovare lavoro. Del discorso di Powell abbiamo fatto cenno, anche se va aggiunto che il Governatore ha ribadito che l’inflazione è ancora troppo alta, pur avendo ricordato che i dati sui prezzi di agosto sono incoraggianti. Il mercato ha inizialmente rimbalzato con il dollaro che ha corretto, pur tenendo i supporti chiave, perché in fondo Powell non ha detto nulla di nuovo rispetto a quanto già sapessimo. Tra le notizie uscite questa notte, segnaliamo che la Pboc ha mantenuto i tassi fermi, sia quello per famiglie e imprese, fermo al 3.45%, sia quello per i mutui, stabile al 4.2%. La congiuntura del secondo paese più importante al mondo pare in via di stabilizzazione, dopo che i dati sul Pil si sono rivelati migliori del previsto. D’altra parte perà la stessa Pboc ha iniettato liquidità al sistema finanziario, attraverso un prestito a medio termine, di 289 miliardi di Yuan, pari a circa 40 miliardi di dollari.
VALUTE
Dopo una seduta europea caratterizzata da una estrema forza di dollaro contro tutte le valute, dopo il discorso di Powell, il mercato si era temporaneamente girato perché aveva percepito che il Governatore fosse molto prudente su eventuali futuri rialzi ulteriori del costo del denaro e ciò sembrava allentare la pressione con i rendimenti dei treasuries che dopo i massimi di tarda mattinata, erano scesi in area 4.89% (decennale). Successivamente però, quando il Presidente ha affermato che i tassi non sono rimasti ancora abbastanza alti per il tempo necessario a ridurre l’inflazione a sufficienza, e che la politica monetaria in fondo non è così restrittiva, il dollaro ha ripreso a correre ritornando in parte sulle posizioni precedenti. UsdJpy a ridosso di 150.00 in assenza di qualsiasi intervento della Boj, l’EurUsd sempre in area 1.0530 80 trading range, mentre il Cable sembra stabile appena sopra 1.2100. Oceaniche ancora deboli, non lontano dai supporti chiave posizionati a 0.6300 e 0.5800. Tra le altre valute, segnaliamo ancora estrema forza di franco svizzero a ridosso delle resistenze chiave dilungo termine contro Eur,ma non solo. A decidere questa volta sarà la Snb che con lo’inflazione in calo, potrebbe decidere di tagliare il costo del denaro. Buon trading e buon fine settimana.
Saverio Berlinzani

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