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Je suis Paris je suis Bataclan E poi?

di Carla Ceretelli | 15 Novembre 2015

L’Oriana ,  considerata la pazza, come tanti  pazzi possedeva una capacità di percepire ciò che per altro conosceva bene.

Così poca comprensione dell’Occidente.  Tutti contro tutti anzichè stringersi e cercare una strategia condivisa. Hanno lasciato passare troppo tempo e  ormai si sono ramificati.

Si contano  i morti e li piangeremo e ci stracceremo le vesti come sempre ma questo non servirà a calmare i demoni.
Grande superficialità. Sottovalutazione spaventosa e negazionismo assurdo. L’Oriana ,  considerata la pazza, come tanti  pazzi possedeva una capacità di percepire ciò che per altro conosceva bene. Virtù  che i cosiddetti  sani di mente, i grandi soloni  non necessariamente saggi,  possiedono.  Con il massacro di venerdì 13 novembre, giorno di festa che loro non concepiscono ci hanno voluto aprire gli occhi su ciò che ci ostinavamo a non vedere  se non in maniera nebulosa.
Dopo l’11 settembre si disse che niente sarebbe stato più  come prima.  E ora? Je suis Paris je suis Bataclan. E poi?
E’ successo quello che potevamo e dovevamo aspettarci. Senza sapere dove come quando. Non verso gli obbiettiivi sensibili ormai ben protetti ma contro tutti,  incuneati nel nostra quotidiano. Contro gente inerme abbattuta a freddo e senza alcuna pietà.
Non sarà una guerra di religione, come qualcuno sostiene,  ma pur sempre una guerra, la terza guerra mondiale  seppure anomala. Dunque più pericolosa.
E  vedere  ora  politici cascare  dal pero, sentire  che occorre una strategia comune fa drizzare i capelli in testa . Avrebbero dovuto averla in tasca da tempo  la strategia comune i politici occidentali, tutti,  anzichè punzecchiarsi a vicenda. Almeno da una ventina d’anni quando si sono avvistati i primi segni. Senza entrare nel merito del come e del quando, che non ne siamo capaci e non spetta a noi, avrebbero dovuto avere piena coscienza del pericolo a cui esponevano parte dell’umanità e prepararsi a questa eventualità prevedibile e  sapere esattamente che cosa fare. Insieme a tutto il mondo occidentale. Hollande chiude ora le frontiere. Quando i buoi son già scappati.
Riposino in pace.
Nota a margine
Lo storico Franco Cardini sugli attentati di Parigi. “Criminalizzando l’Islam aumentiamo solo i nemici. Le politiche locali intensifichino l’amicizia e la collaborazione con i musulmani. Lo sa qual è la migliore arma per combattere episodi come quelli avvenuti a Parigi? Intensificare la collaborazione e creare livelli sempre nuovi e sempre più stretti di collaborazione e di comprensione reciproca con i musulmani.
Ipse dixit. Ubi maior.. Forse con alcuni  musulmani detti moderati ma qui si dice di spietati terroristi che non pare abbiano  alcuna voglia di intensificare collaborazione e comprensione reciproca  con gli infedeli.
Pubblicato in : Primo pianoTag: anni, franco cardini, guerra di religione, guerra mondiale, merito, mondo, parigi, religione

Info Carla Ceretelli

Nata a Sesto fiorentino, risiede da sempre a Firenze, attualmente nella Piazza di Santa Croce. Laureata in in Pedagogia qualche decennio fa, non ha mai amato l’insegnamento e ha scelto di affiancare il marito farmacista nella conduzione della Farmacia Logge del grano, nella Via de’ Neri, per oltre 25 anni. Impegnata in politica attiva sul territorio è stata Consigliere del Quartiere Uno Centro Storico dal 99 al 2009. Da qualche anno si è affrancata dal lavoro e si dedica a varie occupazioni nel sociale, nel volontariato e canta nel coro “Accademia del Diletto” di Giorgiana Corsini. Ha sempre amato scrivere e avrebbe voluto fare la giornalista ma da giovane non ne ha avuto l’opportunità e forse neppure il coraggio. Ma ha sempre scribacchiato in modo non professionale. E, per la serie non è mai troppo tardi, collabora ora molto volentieri con Pensalibero.

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