Nel 2016 stiamo avendo la ghettizzazione non solo per casta o denaro ma anche di appartenenza a un movimento sociale che vive e si propaga nella rete. Una massificazione di pensiero, forse, senza precedenti.
Un’ondata, o meglio, uno tsunami di informazione medio-bassa per livellare le menti per il pieno controllo delle loro vite, livellamento verticale che non si basa sul denaro ma sul modo di vivere e sull’interazione con l’altro. “TU NON DEVI PENSARE, PENSO IO PER TE” e se lo farai avrai in omaggio lo slogan giusto per acquisire consensi.
Una sorta di I.A (intelligenza Artificiale) che agisce al posto nostro. Siri o Cortana impartiscono comandi, noi chiediamo loro solo come fare.
Nessun filosofo poteva immaginare nel 2016 un uomo non più assetato di sesso o denaro ma di un potere oscuro: i “mi piace”. Un’ effimera idea di forza.
Surreale vedere lo scannatoio del 4 dicembre, nessuno (o pochi) sanno cosa tratta la Riforma Costituzionale ma non importa. Io, essere poco umano ma molto contemporaneo, devo esprimermi postando una foto “contro o “pro” il referendum. Perché la massa vuole così o meglio lo vuole chi non ci permette più pensare. E noi pascoliamo.
E’, per me, la forma più elevata di negatività del capitalismo, mai il popolo è stato così povero. E’, probabilmente, quasi privo di anima. Ora siamo davvero pecore in mezzo ai lupi, hanno vinto loro. Gli uomini medi, meglio noti come borghesia, hanno perso prima di andare a votare. Quasi tutti lo sanno ma nessuno lo vuole ammettere.
Nel 2016 il diverso fa più paura di sempre ed ecco che razzismo, qualunquismo e slogan imperversano le nostre menti o meglio i nostri profili social, alla faccia del progresso.
Cosa direbbero Orwell, Marx, Hobbes o Roosevelt?
( ), questo.
Lorenzo Mossani

La parola di Cambronne?