Si parla sempre di una regia (più o meno) occulta quando dei giovani incazzati (magari giustamente?) scendono in piazza per protestare contro lo status quo. Quelli che vanno per creare casino e disordine fanno parte di un’altra categoria, che con le regie occulte pare invece entrarci molto. Anche per questo tendo subito a separare idealmente i primi dai secondi. I media “ufficiali” non hanno evidentemente la necessaria libertà per poter operare la stessa recisione. La violenza gratuita non puo’ far parte in di un contesto civile e democratico (anche se l’inciviltà e l’antidemocrazia salgono a ritmo costante) per cui NON puo’ essere MAI in alcun modo giustificata. Ma se proprio vogliamo cercare regia, teatri di posa e studi di produzione, è bene che allora si ritorni dritti dritti al 1992 quando tutte le “armate” a disposizione del fascismo finanziario scesero simultaneamente in campo, decapitando quasi per intero la classe politica e la schiera di “grand commis” di Stato, salvo le ali estreme del Parlamento, che non avevano mai partecipato (formalmente) ai Governi del dopoguerra, e alcuni dirigenti del’apparato che poi avranno una fulgida carriera politica o tecnocratica. Cito giusto i più noti: Romano Prodi, Mario Draghi, Franco Bernabé, Lamberto Dini, Corrado Passera, il sempiterno Carlo De Benedetti, e l’intercambiabile Giuliano Amato. “Al mio via scatenate l’inferno”. Mafia, servizi “a servizio” parti scelte della magistratura, il grosso del sistema mediatico (e il resto si adatto’ presto all’aria che tirava) la P2 (ferita ma non dismessa) e pezzi di terrorismo internazionale, si ritrovarono tutti assieme al pronti via della magistratura Milanese, con la benedizione del console USA di Milano, Semler che già nel 1991 era a conoscenza dell’operazione. Ecco dunque che se una regia va ricercata, affonda le radici nei fatti del ’92 ed è praticamente la stessa che ribalta costantemente l’Italia da Portella della Ginestra in avanti. Una regia che tenta ripetutamente di riproporre lo schema guelfi versus ghibellini, badando bene di guidare ovviamente, entrambe le squadre. Per questi buoni, duri e tragici motivi, quando vedo i colletti bianchi bellini e ben pettinati da una parte e gli straccioni che tirano le molotov dal’altra, non posso fare a meno di pensare a certi studios hollywoodiani, visto che entrambi finiscono ormai da 24 anni a questa parte, per fare esattamente gli interessi dei soliti noti. Anzi notissimi. Ri-anzi, da almeno più di un secolo sulla breccia.
Alessandro Silvestri

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