Nè Donald nè Hillary. Menomale non siamo americani
Difficilmente si trovano due personaggi così antipatici su fronti opposti. Si sa, la tenzone politica e le relative campagne pubblicitarie, ops, elettorali, vedono sempre lanci di uova marce reciproche. Ma stavolta le uova sono proprio putride.
Nè Donald nè Hillary.
Menomale non siamo americani.
Che stia finendo davvero il sogno americano? Chiunque, all’alba, vincerà.
Difficilmente si trovano due personaggi così antipatici su fronti opposti. Si sa, la tenzone politica e le relative campagne pubblicitarie, ops, elettorali, vedono sempre lanci di uova marce reciproche. Ma stavolta le uova sono proprio putride. Senza entrare nel merito, dato che ci entrano già parecchio coloro che sanno, almeno ne sanno più di noi, pare finito il sogno americano, chiunque vincerà. Questa una semplice sensazione di cittadini globalizzati.
Intanto si scopre che tanti vip europei, e non solo, sono in procinto di richiedere la cittadinanza Russa.
Stacchiamoci per un secondo dalle cose di cosa nostra ops, casa, intendiamo quelle casalinghe diatribe all’ultimo sangue. Si, quelle, referendum e altre calamità , ma naturali, e spaziamo nel mondo. Che non è migliore del nostro.
Il portavoce di Putin, Dmitry Peskov avrebbe dichiarato che il Presidente russo sarebbe pronto a considerare l’eventuale domanda , nientepopodimeno che della nostra Ornella, Muti per gli amici. La notizia e la richiesta non sembrano ufficiali per quanto ne sa un noto quotidiano nostrano ma secondo il Kommersant l’attrice starebbe preparando i documenti. Ma non è sola . Pare che molte star del cinema o comunque personaggi vippati, avrebbero fatto richiesta del passaporto di Mosca, da Depardieu a Seagal. La nostra non si sarebbe avvicinata attraverso canali ufficiali, ma starebbe davvero preparando le carte.
Nel 2010, l’Ornella nostra era intervenuta a un evento di beneficenza con Vladimir a San Pietroburgo, dando buca a un impegno teatrale nostrano, pagando poi il fio con una condannata per truffa. Mentre nel 2012, insieme a Depardieu, era stata a Grozny per festeggiare il compleanno della città accanto a Ramzan Kadyrov, leader della martoriata Cecenia.
Ma sarebbe l’ultima di una lunga lista di personaggi noti. Insieme alle star del cinema , come i succitati Seagal, già cittadino russo per decreto con Depardieu, avrebbero fatto richiesta a Mosca anche alcuni esponenti del mondo dello sport. Aspiranti russi o russi conclamati. Come il boxeur americano Roy Jons seguito, il connazionale Jeff Monson, campione di arti marziali, e dal judoka italiano Ezio Gamba, già atterrato a Mosca per ottenere l’ambita cittadinanza.
Che stia finendo davvero il sogno americano? Chiunque, all’alba, vincerà.
Carla Ceretelli

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