Anche in caso di maggioranza assoluta di una coalizione non è detto che si riesca ad arrivare alla fine della legislatura; la storia insegna che spesso (per non dire sempre escluso un paio di volte nella storia repubblicana) quelle stesse coalizioni-di qualunque sponda politica- siano molto unite prima delle elezioni e molto meno già dall’ insediamento.
E quindi si va a votare…
“Finalmente-dirà qualcuno- potremo decidere chi ci governa”
No, non è proprio così.
Si potrà votare per qualcuno scelto da altri (leader di partito e segreterie politiche) che ci dovrebbe rappresentare in parlamento. Quello stesso parlamento poi, in accordo con il presidente della Repubblica, esprimerà la coalizione di governo che esprimerà la fiducia al presidente del consiglio.
Sempre che, dalle urne, esca una maggioranza in grado di governare il Paese; altrimenti verrà formata un’accozzaglia di partiti, partitini, franchi tiratori e voltagabbana che formeranno l’ennesimo governo tecnico; a proposito… a trovarlo un tecnico autorevole, ce li siamo giocati quasi tutti.
Anche in caso di maggioranza assoluta di una coalizione non è detto che si riesca ad arrivare alla fine della legislatura; la storia insegna che spesso (per non dire sempre escluso un paio di volte nella storia repubblicana) quelle stesse coalizioni-di qualunque sponda politica- siano molto unite prima delle elezioni e molto meno già dall’ insediamento.
È un teatrino che ripete lo stesso copione da quando esiste la Repubblica!
Ma, nonostante le innumerevoli repliche, i nostri politici riescono a farlo sembrare sempre nuovo, attuale e accattivante.
Allora questo sistema elettorale non funziona?
Anche su questo argomento nessuna novità; lo sentiremo dire a seggi chiusi, non un minuto prima, quando proiezioni ed exit poll inizieranno a delineare il nuovo parlamento. A dirlo saranno gli esponenti delle forze politiche che hanno vinto… ma non troppo, e quindi tutte!
Perché in Italia si sa: nessuno perde le elezioni. Vincono sempre tutti!
E a vederla dalla giusta prospettiva-la loro- è esattamente così!
Perché chi posa il proprio fondoschiena su un ambitissimo scranno di Montecitorio o Palazzo Madama ha sicuramente vinto.
Non la possibilità di aiutare il proprio paese ma una vita agiata, riconoscibilità, una serie dì benefit che non ha uguali nel mondo, riesce a sistemare amici e parenti, e potrà godersi una buonissima pensione molto prima di chi ha scelto di lavorare invece che fare il politico.
Ma chi dovrebbe cambiarlo il sistema di voto?
Proprio coloro che dicono che è sbagliato e che sono anche gli unici a poterlo fare.
Un paradosso? Se volete…
In realtà no.
Fare una riforma elettorale vorrebbe dire creare un sistema che funziona e che darebbe governabilità al paese, esattamente come succede in quasi tutti i paesi del mondo occidentale!
Questo sarebbe probabilmente un vantaggio per i cittadini ma uno svantaggio per i politici di professione, che proprio grazie all’ingovernabilità, traggono maggiori benefici personali e possono presentarsi alle elezioni successive giustificando il loro insuccesso.
Altrimenti non si spiega perché non lo cambino.
Quindi l’Italia va in rovina per colpa dei politici corrotti, disonesti e che pensano solo ai propri interessi?
Ni!
Perché i politici sono lo specchio del paese. A votarli infatti sono i cittadini.
Alcuni che, ingenuamente, danno loro credito; altri che sentono di avere ancora degli ideali e votano il meno peggio perché votare è un dovere civico; altri ancora per convenienza, pensando di trarre vantaggio personale se sale al governo la coalizione più idonea ai propri interessi.
Una fotografia non proprio edificante!
Questa deriva politica sempre più marcata sta creando un partito che ha già la maggioranza relativa e che presto potrebbe raggiungere quella assoluta: il partito dell’astensionismo!
Ormai sempre più persone si stanno allontanando dalla politica capendo che, chiunque “vinca” le elezioni, le cose non cambieranno o, se lo faranno, sarà in peggio.
Quindi perché assecondare, e di conseguenza rendersi complici, di questo spettacolo che produce utili solo per chi viene eletto?
“Si ma votare è l’unico strumento che abbiamo! È un diritto/dovere da esercitare”
Vero!
La costituzione recita:
“Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico.” (Art. 48)
Ma la stessa costituzione recita anche:
“I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge.”
(Art. 54)
Un circolo vizioso!
Dal quale, arrivati a questo punto, ritengo sia molto difficile uscire!
Che fare?
Da quando esistono la televisione, il calcio, una vita abbastanza agiata e -da qualche tempo- anche i social media le rivoluzioni non vanno più di moda.
Che una Nazione straniera, magari con un popolo più evoluto civicamente e dei politici più virtuosi dei nostri, ci invada lo escluderei.
Con tragedie che dovrebbero compattare le forze per il bene della nazione ci abbiamo già provato negli ultimi 3 anni ma non ha funzionato…
Ci vorrebbero degli eroi. Perché non siamo un paese beato che non ne ha bisogno!
Ma ammesso e non concesso di trovarne qualcuno… sarà pesantemente screditato da chi si bea di non averne!
Buona fortuna!!!
Giacomo Vivarelli

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