Mi è stato segnalato il seguente articolo pubblicato su L’Huffington Post: El Paìs: “In economia l’Italia è la nuova malata d’Europa, potrebbe trascinare nella crisi tutto il continente“. Di fatto L’Huffington Post fa riferimento ad analogo articolo apparso sul giornale spagnolo El Pàis.
Secondo la redazione del giornale l’Italia sarebbe portatrice di crisi per tutta l’Unione Europea. Immagino che in tal caso – speriamo di no – i britannici David Cameron (ex primo ministro), Boris Johnson (ex sindaco di Londra) e compagni griderebbero ai quattro venti: “Ecco, avevamo visto giusto! Avevamo capito in tempo che il giocattolo europeo era in profonda crisi e per questo avevamo puntato a riacquistare la nostra piena autonomia, forti anche della precedente scelta di non mollare la nostra sterlina!”
Questa è ipotesi suggestiva e plausibile ma di scarsa rilevanza. Servirebbe ad alleggerire la coscienza degli inglesi ma non aiuterebbe a rafforzare l’Unione europea, nell’interesse di tutti i 27 Paesi partecipanti (Gran Bretagna depennata).
In verità, ad oggi il Parlamento inglese non si è ancora pronunciato sulla validità e rilevanza politica del referendum celebrato il 23 giugno scorso. Alcuni giuristi discettano ed insistono sul suo carattere puramente consultivo. Di fatto non è ancora scritto a caratteri definitivi che la Gran Bretagna abbandona l’Unione europea.
La storia nei prossimi anni potrebbe riservare ben altri scenari all’Italia, all’Europa ed all’intero mondo oramai globalizzato, visto il nervosismo crescente registrato in Russia,Turchia, Cina, Egitto, Libia, Iran, ecc. ecc, per non parlare del subbuglio in atto nei Paesi africani, alla base di scontri tribali ed esodi massicci in direzione Nord.
Non mi soffermo, poi, sulla statura umana e politica degli attuali aspiranti alla Presidenza degli Stati Uniti d’America! Agli amici americani auguro una serenità di giudizio ed una salutare lungimiranza!
D’altro canto la Spagna, che ospita il giornale El Paìs, in questa fase storica non contribuisce affatto a rasserenare il clima politico complessivo in Europa, essendo condizionata dall’esito incerto e infruttuoso delle due ultime consultazioni per l’elezione del Parlamento spagnolo.
Di fatto Madrid non riesce ad esprimere un Governo autorevole, supportato da una solida, collaborativa maggioranza parlamentare.
Marìa Salas Oraà, autrice dell’articolo pubblicato su El Paìs, sorvola sull’alto tasso di disoccupazione spagnolo e sulle diatribe politiche e governative di Madrid, affermando con enfasi: “El crecimiento (italiano) ha sido de un modesto 0,7% respecto al año pasado, cifra que contrasta con el 3,2% de España”. Tradotto: “La crescita italiana è stata di un modesto 0,7% nell’ultimo anno, una cifra che contrasta con il 3,2% della Spagna”.
Che Dio ci protegga oggi e sempre!
Sàntolo Cannavale

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