Sentire Carlo De Benedetti, l’ingegnere, vantarsi di possedere la tessera numero due del Partito Democratico e Diego Della Valle dirsi di sinistra, mentre magnifica le sue fabbriche di scarpe negli spettacoli di intrattenimento televisivo, mi fa molta impressione. Non sono i soli grandi imprenditori a dichiarasi genericamente di sinistra. Va di moda esprimere le proprie simpatie per Matteo Renzi nell’alta borghesia imprenditoriale. Nella maggior parte dei casi è un’espressione di facciata, per mostrarsi belli agli occhi dei propri operai, che vivono al limite della sopravvivenza.
Gli imprenditori che si dicono di sinistra dovrebbero agire nelle proprie aziende da veri progressisti e attuare i principi sociali. La verità è che sono in molti che speculano sul ”made in italy”mentre è risaputo che i materiali assemblati in Italia sono stati prodotti in Asia, dove uomini donne e bambini, lavorano giorno e notte per una manciata di riso. Questa è la realtà; negli ultimi 50anni nel mondo è aumentato come non mai il divario fra ricchi e poveri.
So bene che in questo momento in cui vanno di moda i partiti digitali, riesce difficile pensare a qualcosa di diverso. Ma sta di fatto che ad ogni nuova conquista tecnologica corrisponde da un lato un maggiore arricchimento di Amazon, Google, Microsoft, Apple ed altri (compresi i cosiddetti social network), e dall’altro il calo dell’occupazione, e la creazione di nuovi bisogni (il palmare, la connessione internet ,il pc portatile ed altro ancora). Sono tutte cose che costano, alle quali nessuno rinuncia,e che impoveriscono le famiglie.
Di fronte ad una situazione che ci vede prigionieri delle multinazionali americane che hanno accumulato una ricchezza superiore al Pil di, molte nazioni europee, il ritorno al socialismo vero e solidale, può dare la giusta risposta. Le nuove scoperte tecnologiche dovrebbero servire a far lavorare meno l’uomo e non a dare uno smisurato potere economico alle multinazionali; invece siamo fermi alla settimana di 40 ore introdotta da Benito Mussolini 90anni fa.
Per cambiare le cose occorre il ritorno ad una vera politica socialista, che faccia del sociale la priorità, per riprendersi le conquiste raggiunte con grandi fatiche negli anni ’60-70, che quotidianamente vengono demolite. Primo fra tutti bisognerebbe ribadire il principio del diritto ad una pensione equa che consenta di vivere decentemente; ci hanno rotto le scatole con i discorso del retributivo e del contributivo. Lo Stato deve garantire al cittadino di poter vivere con una pensione giusta, assumendosi il costo sociale, indipendentemente dal fatto se il lavoratore abbia versato o meno, con le dovute differenze di merito. Non a caso l’Inps si chiama previdenza sociale.
La sanità è diventata un bene per pochi; i cittadini rinunciano a curarsi per l’eccessivo costo sanitario.
Molti si dicono riformisti, senza sapere che i principi sono quelli di Filippo Turati e che non si possono annacquare. Per essere socialista non basta dirsi genericamente di sinistra, E’ vero socialista chi nelle proprie fabbriche attua politiche sociali; chi mette in atto il motto di Giuseppe Mazzini”pane e lavoro nelle stesse mani, che tradotto vuol dire partecipazione dei dipendenti all’azionariato.
Bisogna riscoprire gli insegnamenti di Gaetano Salvemini, un grande socialista di formazione mazziniana. Occorre non disperdere il patrimonio culturale che ci hanno lasciato i socialisti Giacomo Brodolini e Gino Giugni e che i governanti attuali cercano di erodere, con il risultato del continuo impoverimento del ceto medio, che sta scomparendo. Occorre partecipare alla vita dei partiti andando a dibattere nelle sezioni e presenziando ai consigli comunali. Occorre impegnarsi in prima persona; la delega data ad altri ci ha portato alla situazione attuale.
Roberto Fronzuti

Direi di più: essere socialisti non significa affatto essere di sinistra, così come hanno dimostrato i vari “sinistri” progressisti da Hollande a Blair sino a Renzi a sostegno del grande capitale.
… LE SEZIONI DEI PARTITI NON ESISTONO PIU’ … E NEMMENO I PARTITI …la funzione dei partiti nella nostra storia è finita … ora quel che resta crea danni, molti danni irreversibili … Bisogna trovare nuovi metodi, con urgenza, per tentare di portare avanti la politica socialista … Chi sostiene che la politica è morta ci vuol fregare perchè dice un grande falsità … La POLITICA = POLIS-ETICA … ricerca e promuove quelle regole alle quali deve uniformarsi il comportamento … etico morale … della popolazione … e questa funzione non muore mai … si modifica … cambia nel tempo … cambiano le esigenza … le motivazioni … ma non il suo ruolo … Quindi ritornare a discutere nelle sedi dei partiti è un salto indietro e … nel buio più profondo … Cominciamo a fare … POLITICA … POLITICA VERA … RADICATA NEL SOCIALE … SENZA DARE DELEGHE A NESSUNO … IMPEGNIAMOCI IN PRIMA PERSONA … ORA E SUBITO …
Giovanni ha ragione, discutiamo nei partiti, ma se non esitono occorre costruirli di nuovo, perché, per esperienza è minor fatica e realizzare un edificio nuovo che ristrutturare uno vecchio. RENZI aveva detto di rottamare tutti e tutto, poi. meschino, ci ha ripensato e insieme a NAPOLITANO, stanno fecendo schifo e sono pericolosi per la DEMOCRAZIA, speriamo che mi sbagli.
Saluti, salute e buon lavoro.
Raffaello da Montepulciano; pronto a costruire un nuovo!!! ma con 77 Pasque dove vai!!!!