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ITALIA IN BIANCONERO

Accanto ad una popolazione “legale” di 16.000 rosarnesi ne esiste in media una “illegale” di 5.000 braccianti. Questi sventurati devono lavorare per €20 al giorno, su cui spesso viene trattenuta una “tassa di soggiorno” di €5 da parte della ‘ndrangheta locale. Di Alessandro Politi

di Redazione Pensalibero.it | 11 Gennaio 2010

Un’immagine decisamente brutta quella che emerge dal combinato disposto dell’affare Balotelli-Rosarno attraverso tutta la stampa estera in lingua francese, spagnola, tedesca e britannica. Quella americana non ha avuto coperture dirette, ma un lancio Reuters sul New York Times non ha un effetto deleterio in un paese che conosce sin troppo bene la questione razziale. Dalla Germania Focus è decisamente duro sulla rivolta di Rosarno e riporta dei dati che non si sono sentiti nelle tv italiane.
Accanto ad una popolazione “legale” di 16.000 rosarnesi ne esiste in media una “illegale” di 5.000 braccianti. Questi sventurati, oltre a vivere in condizioni disumane, già documentate dai pochi media che non sono benpensanti, devono lavorare per €20 al giorno, su cui spesso viene trattenuta una “tassa di soggiorno” di €5 da parte della ‘ndrangheta locale. Già, perché non è più un pizzo, ma una tassa raccolta dal vero potere locale, nonostante il Comune sia commissariato per infiltrazioni mafiose.
Certo, gl’immigrati rientrerebbero nel nuovo tetto della ministra all’Istruzione Mariastella Gelmini del 30% degli alunni stranieri nelle classi elementari (sono appena il 23,8% della popolazione effettiva di Rosarno). Il ministro degl’Interni Roberto Maroni potrà spiegare come mai le mafie debellate da tanti arresti, siano esattrici di tasse di soggiorno, oltre a far capire come ferma il 90% dei clandestini che arrivano con regolari permessi turistici (solo pochi arrivano coi barconi). E il presidente regionale Agazio Loiero può illustrare che razza di situazione è quella dove ci sono i prodromi di un’”inaccettabile” rivolta degli schiavi-braccianti, mentre è accettabile una silenziosa apertheid di negri operosi con qualche bianco che provoca fortemente tirando pallini sui “nusbari”. Inutile dire che oggi due cartelli con su scritto “Non siamo bestie” e “Gli italiani di qui sono razzisti” in tv fanno più danno de Le mie prigioni ai tempi di Silvio Pellico. Non c’era testata che non li citasse. Pochissime hanno citato il botta e risposta Maroni-Bersani.
Per quegli stranieri qualunquisti che non fossero interessati alle faccende italiane, ma sono tutti birra e calcio, la multa inflitta a Balotelli offre un altro quadro edificante. I media dei nostri cugini latini francesi e spagnoli sono i più dettagliati in proposito. Da fuori in effetti risulta abbastanza illogico multare un calciatore che ha reagito ai soliti, normali, tradizionali cori razzisti (a Verona ed in altri stadi. A propos, non c’era una norma che impone la sospensione della partita in caso di episodi di razzismo?), soltanto con un ironico applauso, per di più scusandosi nel dopopartita con la parte civilizzata degli spettatori.
Metro France nota anche che l’Inter non ha proprio difeso con energia il suo giocatore, che forse potrebbe pensare di seguire il consiglio di Celli ed andarsene all’estero, da dove viene. Tuttavia adesso Moratti si è svegliato, appellandosi alla multa, forse per evitare una sgradevole perdita. Una settimana da non dimenticare, specie nel piccolo circo politico italiano, perché il mondo ci guarda.
PS. Una buona notizia ci sarebbe: Ryanair ha deciso di riprendere tutti i voli italiani, ma accettando per ora solo i documenti ministeriali di riconoscimento. Per le patenti e simili si vedrà.

Alessandro Politi ( da Front Page )

Pubblicato in : Primo piano

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