Istruzioni sull’uso delle droghe: Rob de matt
Dal comitato di gestione di San Patrignano ecco un messaggio positivo ai ragazzi.
Ama la musica sano divertimento, chi si droga è uno sfigato.
I giovani hanno bisogno di riferimenti sani che non prevedono lo sballo.
Dal comitato di gestione di San Patrignano ecco un messaggio positivo ai ragazzi.
Ama la musica sano divertimento, chi si droga è uno sfigato.
I giovani hanno bisogno di riferimenti sani che non prevedono lo sballo.
Qualche tempo fa una mamma controllava le ricerche della figlia sul web. E si rendeva conto che la ragazza cercava informazioni sulle modalità di assunzioni della droga.
La povera donna, dilaniata dal dolore, incolpava dunque la carenza di istruzioni per l’uso.
“Martha voleva prendere droghe, non voleva morire”. Certo, meglio drogata che morta.
La mia convinzione, dura e pura, contro l’uso di qualsiasi tipo di droga non deriva certo da bigottismo o da fattore moralistico.
Probabilmente molti non saranno d’accordo ma è una delle poche certezze che ho e non credo che cambierò mai idea, anche se la saggezza dell’età porta al famoso maidiremai.
Instillare uno spiraglio di legittimazione all’uso delle sostanze, anche della cannabis con la quale iniziano comunque e sempre tutti i drogati pesanti, significa dare la stura a un messaggio perverso. Anche se ovviamente non tutti quelli che si fanno le canne arrivano alle paste alle piste e alle pere.
E specie in momenti come questo in cui ci sarebbe, pare, recrudescenza di uso di eroina e a basso costo.
Naturalmente ci sono varie scuole di pensiero in proposito. Bisogna scegliere se privilegiare la tutela dei minori che per legge devono esserlo o togliere dalle mani della malavita il mercato. Se anzichè scegliere si potesse percorrere la doppia via….
Fior fiore di luminari dicono tutto e i contrario di tutto, ma chi tocca con mano il problema, chi lo ha vissuto e subito, ci racconta che la droga se assunta in maniera imponente spappola il cervello, specie dei più piccoli.
Non siamo qui a decidere se la liberalizzazione o legalizzazione del fumo sia da perseguire, anche perchè fortunatamente non spetta a noi farlo..
Ma dalle comunità di recupero arrivano informazioni allarmanti. Si comincia a rivolgersi a queste a 14 anni.
E l’mpegno dovrebbe orientarsi ai progetti di prevenzione. Non dedicarsi all’insegnamento dell’uso della droga bensi a programmi specifici e d’ampio respiro, nell’incessante lotta contro le dipendenze.
‘Martha voleva prendere droghe, non voleva morire’. Tutti i genitori preferirebbero la prima opzione alla seconda. Nessuno vuole che le sostanze stupefacenti siano vendute ai minorenni, tuttavia se Martha fosse riuscita a entrare in possesso di una droga destinata agli adulti, ma con un’etichetta con gli avvertimenti e le istruzioni per il dosaggio, non avrebbe preso una quantità 5-10 volte superiore a quella consentita”.
Molti famigliari delle vittime di droga chiedono ai governi, in questo caso a quello britannico, uno sguardo senza ipocrisie agli adolescenti che si sballano nei rave oppure nelle discoteche. L’alternativa, sostengono, non è tra consumare pasticche o vietarne il consumo, bensì tra assumere sostanze testate chimicamente da un laboratorio scientifico e droghe prodotte dal mercato nero che possono davvero uccidere perché tagliate male.
A volte il pericolo, sostengono, non è la pasticca in sé, bensì la mancata o scarsa conoscenza degli effetti.
Ed eccoci dunque alla riduzione del danno.
Che significa arrendersi abbassare la guardia e sventolare bandiera bianca. E cioè scegliere il male minore e aiutare i ragazzi a drogarsi bene e in sicurezza. L’alternativa è diffondere in modo inequivocabile il messaggio del NO ALLA DROGA. Informare non tanto sull’uso della droga quanto sui danni che provoca. Senza stancarsi mai.
Questa voce, probabilmente fuori dal coro è che il messaggio utile e necessario per i giovani, per i minori in particolare è no alla droga. Punto. Questa convinzione deriva anche dalla esperienza avuta negli anni 80, quando ero operativa in farmacia e per un periodo c’è stata una sorta di liberalizzazione della morfina esitata con apposita ricetta. Sperimentazione miseramente fallita.
Ma si rispettano anche le ragioni degli altri. Naturalmente. Augurando loro di non ritrovarsi mai con un tossicodipendente in famiglia.
Nota a margine
Negli anni 60 70 il top era il Savioli, frequentatissima discoteca di Riccione..
Da ragazzina sognavo di poterci andare, così come agognavo di vedere l’alba. Che mi era negato. Di droga nemmeno l’ombra, o almeno il fenomeno era assolutamente arginato e marginale.
Ma il divertimento c’era lo stesso. Senza Sballo. Si parla dei favolosi anni sessanta, se c’è ancora qualche sopravvissuto che ne ha contezza e rimembranza si faccia avanti.

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