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Israele: il suono del silenzio

Il 30 ottobre non sarà una piazza qualunque. Dopo mesi di silenzi e di parole sospese, la manifestazione a favore di Israele nasce come una risposta chiara e netta degli italiani contro una posizione ideologica che la sinistra e il principale sindacato del Paese hanno elevato a dogma. È la voce di chi non accetta più che la prudenza diventi complicità e che l’ideologia venga usata come lente deformante per leggere la realtà.

di Piero Terracina | 29 Ottobre 2025

Il 30 ottobre non sarà una piazza qualunque. Dopo mesi di silenzi e di parole sospese, la manifestazione a favore di Israele nasce come una risposta chiara e netta degli italiani contro una posizione ideologica che la sinistra e il principale sindacato del Paese hanno elevato a dogma. È la voce di chi non accetta più che la prudenza diventi complicità e che l’ideologia venga usata come lente deformante per leggere la realtà.

Non è una piazza di rabbia, ma di coscienza. È il suono del silenzio che si rompe, il momento in cui la voce di chi ha taciuto troppo a lungo trova spazio e dignità. In mezzo al rumore sterile della propaganda, questa piazza vuole ricordare che la solidarietà non è moda, ma scelta morale. E che Israele non è un pretesto ideologico, ma un presidio di libertà in un mondo che si piega sempre più facilmente al ricatto della paura.

Scenderanno in strada cittadini, associazioni, comunità e semplici persone che credono ancora nel diritto di difendersi, di esistere, di chiamare le cose con il loro nome. Non per provocare, ma per affermare che la democrazia non è un concetto da manuale, ma una pratica che si esercita, anche quando costa.

Le critiche arriveranno, inevitabili. C’è chi parlerà di propaganda, chi di opportunismo, chi tenterà di ridurre tutto a un gesto politico di parte. Ma chi sarà in quella piazza sa che la vera parte, oggi, è quella della verità. E che il silenzio, se non è meditazione, diventa abdicazione.

Il 30 ottobre sarà il giorno in cui l’Italia farà sentire il suono del suo silenzio rotto. Una voce non gridata, ma ferma, che dirà a se stessa e al mondo da che parte sta. Perché in certi momenti non parlare è un lusso che una democrazia non può permettersi.

Piero Terracina

Gli ebrei tornano a essere perseguitati nel mondo. Vengono zittiti nelle scuole e nelle università, aggrediti nei luoghi pubblici. Nelle manifestazioni i genitori portano i bambini a urlare gli slogan del terrorismo jihadista per cacciare gli ebrei dal loro paese.
Dal 7 ottobre sono stati segnalati in Italia 733 atti di antisemitismo. Uno al giorno! In un recente sondaggio SWG il 15% degli intervistati giustifica aggressioni verso gli ebrei.
Leader politici e sindacali cavalcano l’onda d’odio esplosa in piazze, atenei, autogrill, aeroporti, negli eventi sportivi, nei festival culturali. Giornalisti, intellettuali e opinion leader si sentono liberi di dire senza pudore ciò che la retorica della memoria teneva nascosto.
Dobbiamo reagire prima che sia troppo tardi. A testa alta con gli ebrei

Hanno aderito più di 30 tra comunità, associazioni, testate giornalistiche!

www.setteottobre.com

Pubblicato in : EditorialeTag: conflitto palestinese, ebrei in piazza, hamas, israele, manifestazione roma

Info Piero Terracina

Mi chiamo Piero Terracina, ho 70 anni, lavoro nel campo delle chitarre dal 1979 e sono un punto di riferimento per molti musicisti.

Ma questa è solo una parte di ciò che sono.

Sono ebreo, panteista, visionario. Non appartengo a nessuna corrente politica, assolutamente apartitico.

Da cinquant’anni studio storia, politica ed economia. Non per mestiere, ma per necessità. Perché capire il mondo non è un passatempo: è un dovere. Scrivo per onestà intellettuale, per rimettere ordine dove il pensiero si è fatto confuso, omologato, pigro.

Non ho mai accettato verità impacchettate né morali a comando.
Credo nella responsabilità personale, nel dubbio, nella tradizione, nella libertà del pensiero critico.
Non appartengo a nessuno. E non scrivo per piacere: scrivo perché tacere, a volte, è peggio che sbagliare.

Da me troverai solo lavori fatti con le mani e idee scolpite con la testa.

Senza slogan. Senza bandiere. Solo ciò che penso. Solo ciò che faccio.

A settembre 2026 ho fondato il sito Volo Radente (www.voloradente.eu) dove pubblico i miei articoli riprodotti anche su Pensalibero.it

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