• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Israele-Hamas: quale spazio per la mediazione internazionale?

Gli esperti della rete Ispi discutono della risposta internazionale all’escalation tra Israele e Hamas.

di Istituto Ispi | 23 Ottobre 2023

L’escalation tra Israele e Hamas va avanti ormai da quasi due settimane, e sembra sempre più evidente che i principali attori regionali e internazionali potrebbero svolgere un ruolo fondamentale nell’esplorazione di potenziali soluzioni alla crisi. Tuttavia, è difficile immaginare quale attore sia nella posizione migliore per interpretare un ruolo del genere. La recente visita del presidente degli Stati Uniti Joe Biden in Israele, pur significativa nell’esprimere solidarietà al Paese, ha contribuito alla crescente percezione che la politica israelo-palestinese degli Stati Uniti sia unilaterale. Allo stesso modo, la posizione dell’Unione Europea è complessa, combattuta tra la solidarietà che i principali funzionari dell’UE hanno dimostrato nei confronti di Israele e una pluralità di posizioni diverse assunte da vari Stati membri. Da allora, le risposte di Russia e Cina all’attacco del 7 ottobre hanno suscitato polemiche. Mosca si è astenuta dal condannare Hamas, il che sembra indicare che le relazioni bilaterali con Israele, tradizionalmente buone, stanno attraversando una battuta d’arresto. La Cina, dal canto suo, non sembra interessata, almeno per ora, a svolgere un ruolo nella risoluzione della guerra, astenendosi dal mediare tra le parti contrapposte. Invece, sia Mosca che Pechino sembrano intenzionate a sfruttare la crisi come un’altra opportunità per criticare le politiche statunitensi e posizionarsi come oppositori dell’”incoerenza e ipocrisia occidentale”, con la speranza di raccogliere ulteriori simpatie nel mondo arabo. 

Gli esperti della rete Ispi discutono della risposta internazionale all’escalation tra Israele e Hamas.   

Per gli Stati Uniti l’alleanza strategica con Israele è assicurata, ma l’occupazione di Gaza deve essere evitata

“Il presidente Biden, paragonando Israele a una democrazia simile agli Stati Uniti, sottolinea la sua convinzione che Israele segua lo “stato di diritto” piuttosto che le tattiche terroristiche. Questa narrazione presenta il conflitto come una lotta tra valori democratici ed estremismo, in particolare con entità come Hamas. Il Presidente intende sottolineare il diritto di Israele all’autodifesa e come la lotta contro Hamas sia una causa che dovrebbe essere sostenuta dal mondo occidentale nel suo complesso, andando oltre gli interessi degli Stati Uniti. Inoltre, l’espressione di disappunto di Biden per le azioni degli Stati Uniti dopo l’11 settembre in Iraq, riconoscendo che sono stati commessi degli errori, suggerisce che egli sconsiglia un’occupazione di Gaza. Una mossa del genere potrebbe ostacolare il percorso verso uno Stato palestinese e, a sua volta, collocare Israele nel ruolo di prendersi cura dei palestinesi a Gaza, una responsabilità che ha spesso trascurato. Occupare Gaza potrebbe provocare critiche significative da parte dell’opinione pubblica e influenzare il rapporto degli Stati Uniti con Israele, rendendo più difficile giustificare i futuri impegni statunitensi davanti al Congresso e al pubblico americano”. 

Alissa Pavia , Direttore Associato, Programma Nord Africa, Consiglio Atlantico 

L’UE deve rendersi conto che il paradigma di Oslo ha fallito e andare avanti 

“Mentre si affrettano a rispondere alle tragiche conseguenze dell’offensiva a sorpresa di Hamas, i governi europei devono iniziare a pianificare il futuro. Ma ora più che mai non può e non deve esserci un ritorno a come erano prima. La violenza in corso è la manifestazione più orribile del collasso del paradigma di Oslo, che ha guidato la diplomazia internazionale per trent’anni. Sottolinea inoltre i pericoli della strategia israeliana di fare la pace con il mondo arabo aggirando i palestinesi – strategia che gli europei hanno fortemente sostenuto. Guardando al futuro, l’Europa deve impegnarsi in una nuova riflessione su come rilanciare al meglio un percorso diplomatico credibile per fornire a Gaza un futuro dignitoso e garantire pace e sicurezza sostenibili sia per israeliani che per palestinesi”. 


Hugh Lovatt , Senior Policy Fellow, Programma Medio Oriente e Nord Africa, ECFR 

La Russia cerca di trarre profitto dall’escalation Israele-Hamas 

“Non che Mosca non sia abituata a destreggiarsi tra posizioni diverse quando si tratta di affari mediorientali, dato che ‘si vanta’ di essere una delle poche potenze internazionali a dialogare con ogni parte delle numerose controversie della regione, ma gli ultimi eventi in Israele-Palestina stanno mettendo a dura prova la diplomazia del Cremlino. Da un lato, i russi devono salvaguardare i rapporti con Tel Aviv, un partner a cui non possono rinunciare, soprattutto per gli sforzi di coordinamento militare in Siria. Dall’altro, non devono adottare una posizione troppo dura contro Hamas, in parte a causa della loro posizione tradizionale nei confronti del gruppo, ma soprattutto a causa del legame di quest’ultimo con Teheran, uno dei principali partner militari di Mosca in questo momento. Pertanto, le probabilità che la Russia prenda seriamente in considerazione un ruolo di mediazione nel conflitto attuale sono basse. La cosa migliore che la Russia può fare in questo momento è sfruttare la crisi per alimentare narrazioni anti-americane, sostenendo che la situazione attuale è il risultato di anni di politica americana sbagliata”.

Chiara Lovotti , Assegnista di ricerca e Coordinatore scientifico MED Dialogues, ISPI 

La visione geopolitica della Cina sul conflitto 

“La posizione della Cina sull’attuale guerra tra Israele e Hamas è complicata dai diversi livelli attraverso i quali può essere compresa. Per prima cosa, Pechino accoglierebbe con favore la possibilità di fungere da mediatore e di contribuire a mediare un cessate il fuoco, aumentando così il suo prestigio, soprattutto dopo aver mediato l’accordo Arabia Saudita-Iran all’inizio di quest’anno. Tuttavia, le prospettive della Cina sono compromesse dalla percezione israeliana del passato sostegno cinese alla causa e alla lotta dei palestinesi. Ciò nonostante lo scambio economico tra Cina e Israele sia più ampio di quello tra palestinesi e Cina. Inoltre, Pechino probabilmente vede il conflitto attraverso lenti regionali e geopolitiche. Vuole rafforzare il suo sostegno nel più ampio mondo arabo, indignato dagli attacchi israeliani a Gaza e posizionarsi contro il principale alleato di Israele: gli Stati Uniti”. 

a cura di Ispi

Pubblicato in : Editoriale, EsteriTag: anni, cina, crisi, democrazia, espressione, futuro, governi europei, iran, iraq, manifestazione, mondo, percezione, politica americana, scambio, siria, sostegno, speranza, stati membri, stati uniti

Info Istituto Ispi

Istituto per gli studi di politica internazionale. L’attività dell’Ispi venne avviata ufficialmente il 27 marzo 1934 da un gruppo di giovani studiosi dell’Università di Milano e di Pavia che, anche in considerazione della forte presenza internazionale che caratterizzava il nostro paese in quegli anni, si proponevano di dotare l’Italia fascista di un centro di studio focalizzato sulla politica estera, ispirandosi al modello del Royal Institute of International Affairs di Londra e della Foreign Policy Association di New York.
ll rilancio dell’Istituto nel terzo millenio è stato completato dall’Ambasciatore Boris Biancheri (Presidente dal 1997 al 2011) dall’Ambasciatore Giancarlo Aragona (dal 2012 al giugno 2016) ed ha visto una ripresa e ampliamento di tutte le attività dell’Istituto, dalla convegnistica – con le conferenze internazionale quali ad esempio MED Dialogues, i fori di dialogo bilaterali con alcuni paesi di importanza strategica quali ad esempio Francia e Germania – alle iniziative per le imprese – con la conferenza scenari che si tiene all’inizio di ogni anno, i lunch talk e brief ad hoc – alle pubblicazioni diffuse sempre di più in modalità digitale alle attività della ISPI School che, oltre al tradizionale Master in preparazione al concorso per la carriera diplomatica, ha ampliato la propria offerta proponendo il Master in International Cooperation e corsi più brevi (Winter e Summer School) per avvicinarsi al mondo delle relazioni internazionali e della geopolitica.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Claudio Fogazza

    23 Ottobre 2023 alle 13:06

    L’ordine geopolitico del Medio Oriente tramite l’accordo con l’Arabia Saudita promosso da Biden al recente G20, a seguire gli “Accordi di Abramo” disegnano un’area sunnita Egitto, Arabia Saudita, Giordania, Turchia che si contrappone all’area sciita Siria Iraq, Iran,
    mentre i rapporti fra Israele e la Cisgiordania è regolata dall’Accordo di Oslo e tra Israele e il Libano dall’Accordo del un commerciale, petrolifero e finanziario, mentre i Terroristi di Hamas ed Hezbollah sono legati all’IRAN, nemico di Israele.

    Rispondi

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti