Dopo le polemiche infuriate sulle frasi “sacrileghe” del nostro Pontefice riguardanti l’Islam, occorre fermarsi e fissare alcuni punti.
Il Papa è stato messo in croce ( mai metafora fu più azzeccata) per aver riportato le parole di un altro personaggio storico pur precisando, in seguito, di non condividerle. Il concetto fondamentale espresso è stato che la Jihad è contraria a Dio. Il Cristianesimo, infatti, nella sua dottrina originaria, non concepisce la guerra in nome della religione. Gesù Cristo si è fatto crocifiggere pur di non offendere i suoi assassini e in punto di morte chiede a Dio di perdonarli. Ma possiamo citare anche esempi più vicini a noi, come suor Leonella, una delle vittime innocenti di questo “scontro delle parole” che poco prima di morire ha pronunciato per tre volte “perdono”.
Tra le direttive del Corano, invece, troviamo anche la possibilità di diffondere la fede tramite l’uso della violenza. Le concezioni religiose, dunque, divergono notevolmente, anche se, nel corso della storia, si sono spesso avvicinate.
Ma il nodo fondamentale è che non è giusto impedire al Papa di difendere e al contempo affermare la differenza di impostazione del Cristianesimo. E’ indecente assistere alla miriade di vignette blasfeme contro il Pontefice apparse recentemente in Internet e sulle tv, senza condannarle e senza esprimere una forte solidarietà verso il Papa; che ricordo, a coloro che se lo fossero dimenticato, è il rappresentante, il vicario di Gesù Cristo in terra. Appellare, quindi, come le vignette fanno, il nostro Papa come “Maiale servo della croce”, “Adora una scimmia inchiodata sulla croce” oppure vedere la basilica di San Pietro con issata la bandiera dell’Islam e la scritta “Non vi è altro Dio al di fuori di Allah e Maometto è il suo profeta” sono realtà che non possiamo lasciar passare inosservate. A tutto questo si aggiunga la grana del viaggio in Turchia, dove il partito islamico moderato “Giustizia e sviluppo” (Akp) del premier Recep Tayyp Erdogan ha attaccato il Papa ammonendo che “l’autore di queste frasi infelici e arroganti passerà alla storia ma nella stessa categoria di Hitler e Mussolini, sembra che sia rimasto all’oscurantismo del Medio Evo”. Sempre in Turchia sta spopolando, intanto, un libro dal titolo “Attentato al Papa: Chi assassinerà ad Istanbul Benedetto XVI?”. E di fronte a tutto questo abbiamo un Presidente del Consiglio che ironizza e sostiene che a difenderlo ci penseranno le guardie svizzere. E un Ministro, Antonio Di Pietro, che, dall’alto della sua immensa erudizione, si arroga il potere di invitare Benedetto XVI a chiedere scusa. Mentre Prodi non ritratta le sue parole..
L’Occidente tace, la libertà di espressione viene stuprata. Certo, forse le parole di Papa Ratzinger sono state azzardate e sicuramente il suo precedessore non avrebbe compiuto questa leggerezza, esperto com’era di politica. Ma è stato imbarazzante il comportamento di chi si professa cattolico e non si indigna degli attacchi subiti non tanto dal cittadino tedesco sig. Ratzinger ma da Sua Santità Benedetto XVI, capo della Chiesa cattolica.
Risultano quanto mai veritiere le parole pronunciate dallo stesso Ratzinger prima del fattaccio a proposito della nostra società, definita cinica, utilitarista e incapace di accogliere più l’idea del sacro.
Islam e Occidente/1: Benedetto XVI, il Papa indifeso
L’Occidente tace mentre la libertà di espressione viene stuprata. Forse le parole di Papa Ratzinger sono state azzardate. Ma è stato imbarazzante il comportamento di chi si professa cattolico e non si indigna.

Più che cinica ed utilitaristica, definirei la nostra attuale società vuota e moralmente piatta.
Io, che sono cristiano, anche se non praticante, invidio i mussulmani, che difendono il loro credo religioso, ad hanno l’orgoglio di sentirsi tali.
Noi occidentali, nal nostro torpore politico,siamo presi da logiche bizantine di comportamento,arrivando a soppesare le nostre parole ed i nostri sentimenti in mone di una convivenza paritetica ed una comprensione degli altrui voleri.
Io sono stufo di tutto questo.
Non voglio comprensione, ma rispetto.
Non mi interessa che altri comprendano i miei sentimenti.
Voglio che li rispettino come io rispetto i loro.
E come europeo mi vergogno che i nostri politici non abbiano alzato una voce in difdesa del papa, se non altro per confermare i propri sentimenti religiosi e la propria cultura morale.
Cordiali saluti
Daniele Ricci