
«Benjamin Netanyahu è un primo ministro militarista, ma non per questo che Israele è stato colpito da Hamas». Le cause dell’attacco eseguito accuratamente da Hamas sono riconducibili «ai tentativi di uniformare tra Israele e l’Arabia saudita». Sulla minaccia islamista in Europa, diventata più concreta dopo l’attacco avvenuto nel nord della Francia dove un ventenne originario del Caucaso ha ucciso un insegnante a coltellate, l’esistenza di una comunità arabo-musulmana che si identifica da sempre alla causa palestinese. Il problema sta nel sapere fino a dove arriverà questo riconoscimento farlocco.
Stiamo assistendo alla messa in atto dei pogrom (sono sommosse popolari verso minoranze religiose avvenute nel corso della storia) condotti da Hamas sotto forma di guerriglia urbana e al modo in cui si installano sul nostro continente. Gli ebrei di Israele e quelli della diaspora “dispersione di un popolo nel mondo dopo l’abbandono delle sedi di origine” sono sulla stessa frequenza, uniti da un destino comune. Nessuno poteva intuire una simile situazione, ma c’è un nuovo antisemitismo sinonimo di giudeofobia, è il pregiudizio che aleggia nell’aria, non centra nulla a che vedere con il nazismo e si mostra con una veste dell’antirazzismo. C’è la necessità di affrontarlo, malgrado le divisioni di Israele, gli ebrei non sono mai stati così uniti tra loro come in questo momento.
Gli israeliani hanno chiesto agli abitanti della parte nord di Gaza di rifugiarsi a sud dell’enclave. Un territorio completamente circondato da un’altra entità territoriale. Hamas, che non si preoccupa della sua popolazione, respinge questa richiesta, così come l’Onu. Il pericolo è quello di avere molte vittime civili e militari con conseguenze devastanti e distruttive per l’Europa.
Il governo israeliano ha dimostrato la sua incapacità.
Il fronte sud è rimasto povero. I miliziani di Hamas hanno superato la barriera di sicurezza con una rapidità inverosimile una parte dell’esercito israeliano è stato inviata a proteggere gli insediamenti in Cisgiordania, al contrario sotto la pressione dei religiosi ultra ortodossi, dei soldati hanno ottenuto un permesso per festeggiare in famiglia le feste ebraiche. È stata una situazione fuori di sé e una volta che questa crisi sarà finita il governo dovrà pagare civili e militari.
Forse ci piace pensare alla politica come a qualcosa per uomini moralmente e intellettualmente superiori, quindi degni di rappresentarci e di fare le leggi. E ci indigna scoprire che invece sono spesso mediocri, incapaci, o burocrati.
Giuseppe Basilico
(da “Avanti Online”)

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