Oltre venti morti, fra cui civili e una dozzina di Guardiani della Rivoluzione (pasdaran), oltre una sessantina di feriti: l’attentato terroristico che ha colpito Ahvaz, capoluogo del Khuzestan, Iran sud-occidentale, fa molte vittime e suscita altrettanti interrogativi sulle cause e gli autori dell’attacco, avvenuto nel 38° anniversario dell’inizio della guerra fra Iraq e Iran (1980-88). Doppia rivendicazione: il sedicente Stato islamico e una formazione araba separatista. Mentre le autorità iraniane si scagliano verbalmente contro Arabia Saudita, Israele e Stati Uniti, una seria analisi dell’attentato è ancora prematura. Ma, per capirne il contesto, è opportuno soffermarsi sulla peculiarità del Khuzestan, provincia periferica ma strategica dell’Iran.
Petrolio e arabi
Il Khuzestan ospita circa il 90% del petrolio e il 60% del gas dell’Iran. La minoranza di etnia araba dell’Iran (fra i tre e i cinque milioni di persone) si concentra fra la regione occidentale del Khuzestan e la fascia costiera meridionale: gli arabi d’Iran hanno una storia irrisolta di povertà e di deprivazione politico-sociale rispetto al potere centrale persiano. Come già in passato, il Movimento arabo di lotta per la liberazione di Ahvaz (Asmla), sospettato di ricevere finanziamenti e addestramento da segmenti della diaspora iraniana di Dubai, ha rivendicato nel 2017 due sabotaggi alle infrastrutture energetiche nell’ovest del Paese, smentiti però da Teheran. Leggi tutto: http://www.affarinternazionali.it/2018/09/iran-violenza-khuzestan-periferia/

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