
Uno schema di sintesi che, come tutti gli schemi, semplifica e non riflette appieno le complessità ulteriori, ma aiuta ad orientarsi un minimo.
USA
Cosa vogliono:
. far perdere un alleato a Mosca e a Pechino
Cosa non vogliono
. destabilizzare un’area già in subbuglio per il rinnovato attivismo Emiratino
Nota extra: La destabilizzazione non è solo un rischio regionale: è anche un rischio elettorale interno e di credibilità globale
Arabia Saudita:
Cosa vuole:
. un Iran ancora più indebolito, a logorarsi in una spirale da guerra civile latente
Cosa non vuole:
. il collasso del nemico storico e l’incognita di un nuovo regime
Nota extra: L’Iran ideale per Riyadh: debole, prevedibile, occupato a sopravvivere.
Russia:
Cosa vuole:
. la tenuta del regime dei mullah
Cosa non vuole:
. la perdita dell’ennesimo alleato, l’ultimo dell’area dopo Assad e Hezbollah
Nota extra: Se il regime cade ma nasce caos anti-USA, non sarebbe una tragedia totale per il Cremlino
Cina:
Cosa vuole:
. un intervento USA che logori il rivale e metta in crisi le sue alleanze nell’area
Cosa non vuole:
. la perdita di un fornitore di gas e di uno spauracchio per gli USA
Nota extra: La Cina vorrebbe una crisi lunga, controllata, tiepida, senza prospettiva politica, ma che permetta di continuare a sfruttare il gas iraniano.
Israele:
Cosa vuole:
. la fine del regime dei mullah
Cosa non vuole:
. perdere l’occasione
Nota extra: Israele teme comunque il dopo, soprattutto se non è gestibile militarmente
Ci sono poi Qatar e Emirati Arabi Uniti, caratterizzati da una competizione sempre più forte. I primi giocano e vogliono ancora giocare il ruolo di possibili mediatori, i secondi pronti a rinnovare la propria alleanza con USA e Israele nell’area.
Tommaso Ciuffoletti

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