
“Del resto, lo stesso capo del regime dispotico (antidemocratico) veste di solito un’uniforme: pensa a Reza Pahlavi, a Castro, a Pinochet, a Gheddafi. Se non veste l’uniforme, si copre di medaglie come i dittatori sovietici”.
Israele e Iran si sono segretamente rassicurati a vicenda tramite la Russia. I due Paesi, tramite un intermediario russo, hanno promesso che non si sarebbero attaccati. Lo scrive il Washington Post. Pochi giorni prima dello scoppio delle proteste in Iran a fine dicembre, funzionari israeliani hanno comunicato alla leadership iraniana tramite la Russia che non avrebbero lanciato attacchi contro l’Iran se Israele non fosse stato attaccato per primo. L’Iran ha risposto tramite il canale russo che si sarebbe astenuto da un attacco preventivo, hanno affermato diplomatici e funzionari regionali a conoscenza dello scambio. Le comunicazioni tra Israele e Iran, e il ruolo svolto dalla Russia come intermediario, sono insolite, data l’ostilità tra i due Paesi, che a giugno si sono impegnati in una guerra durata 12 giorni. L’ambasciata britannica nella capitale iraniana è stata “temporaneamente chiusa”. Lo ha dichiarato un portavoce del governo. “Le indicazioni di viaggio del ministero degli esteri sono state aggiornate per riflettere questa modifica consolare” ha aggiunto. Erfan Soltani, che secondo quanto riferito rischiava l’esecuzione oggi in Iran dopo il suo arresto la scorsa settimana, non è stato giustiziato. Lo ha riferito un familiare a Sky News, sottolineando tuttavia che il 26enne potrebbe ancora essere giustiziato in qualsiasi momento. Soltani è stato processato e condannato dopo il suo arresto a Karaj giovedì, al culmine delle proteste prima del blackout di internet. È uno delle migliaia di manifestanti arrestati. “Siamo stati informati che le uccisioni in Iran si stanno fermando, si sono fermate, e non ci sono piani di esecuzioni”. Lo ha detto il presidente Usa, Donald Trump, dallo Studio Ovale: “Così mi è stato riferito, da una fonte autorevole. Vedremo cosa emergerà”, ha aggiunto il presidente americano senza fornire ulteriori dettagli. La Farnesina ha deciso di ridurre il personale non essenziale nell’ambasciata italiana a Teheran. Lo si apprende da fonti informate. La decisione è stata presa al termine dell’incontro che il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha avuto con l’ambasciatrice d’Italia a Teheran, con gli Ambasciatori italiani dell’area, con la Difesa e con il comparto dell’intelligence. Diversi governi del Medioriente hanno scoraggiato l’amministrazione Trump dall’effettuare un attacco all’Iran, temendo “conseguenze senza precedenti” in una regione instabile, che potrebbero sfociare in una “vera e propria guerra”. Lo ha riferito un diplomatico arabo del Golfo con sede al Cairo, secondo cui i principali governi della regione – fra cui Turchia, Egitto, Arabia Saudita e Pakistan – sono stati “in costante contatto” con l’amministrazione Usa in merito a un potenziale attacco americano all’Iran. Una guerra del genere avrebbe “certamente” ripercussioni disastrose “non solo sul Medioriente, ma anche sull’economia globale”, ha affermato il diplomatico. In migliaia hanno partecipato a Teheran ai funerali di oltre 100 membri delle forze di sicurezza e di altri cosiddetti “martiri” uccisi durante le manifestazioni contro il governo in Iran, come riferisce la tv di Stato. Nelle immagini diffuse, si vedono migliaia di persone in corteo, molte bandiere della Repubblica islamica e le bare avvolte dai vessilli nazionali. La cerimonia è iniziata con la lettura di preghiere per i defunti davanti all’università della capitale. Molte le donne vestite di nero e su un cartello la scritta “Abbasso gli Usa”. Nei video diffusi sui social media, invece, si vede una folla di iraniani in lutto in un obitorio di Teheran, al grido di “Morte a Khamenei”. La Turchia è in contatto con gli Stati Uniti e l’Iran nel tentativo di favorire un loro ritorno al tavolo dei negoziati, ma potrebbe già essere troppo tardi per un’azione diplomatica. Lo ha riferito una fonte diplomatica della regione alla Cnn. “Attualmente si parla di negoziati. Il ritmo dei colloqui è lento e, a questa velocità, si rischia che sia troppo tardi” ha aggiunto la fonte. Secondo fonti provenienti dall’Iran, in particolare dall’area di Kermanshah, a nord ovest del Paese, particolarmente colpita dalla repressione iraniana in queste ore, le Guardie della rivoluzione iraniana (Pasdaran «guardiani della rivoluzione islamica», corpo paramilitare organizzatosi in milizia, corpo armato per la difesa e il sostegno delle istituzioni rivoluzionarie in Iran) stanno chiedendo cifre da capogiro ai familiari delle vittime dei cortei. (Fino a 4.200 euro) 5.343.400.020 rial per riavere il corpo dei propri cari su cui piangere e di somme nello stesso modo rilevanti come risarcimento per i proiettili usati.
Giuseppe Basilico

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