Rispettiamo chi ci prova, le proposte sono buone, ma non hanno il….lievito..del nostro intervento.

Arezzo è città piccola; c’è chi la vuole in provincia di Siena. Staremo a vedere se succederà o no!
Ma non è di questo che voglio parlarvi.
Dicevo stamani,come sempre, il caffè al bar, dal benzinaio, al tabaccaio ( non per le sigarette, ma per una merce sempre più rara……… i francobolli).
Due passi per arrivare all’edicola,per comprare il giornale, è lunedì mattina, c’è una sacco di gente in giro, molti i conoscenti e tanti gli amici.
Quelli che mi conoscono e sanno quello che faccio mi hanno rivolto, tutti, la stessa domanda:
” C’eri, ieri mattina, al Palazzo degli Affari?”
Già, al Palaffari di Arezzo, in Via Spallanzani, il giovane Francesco Macrì ha organizzato una convenction della quale hanno parlato e continuano parlarne i mass media di tutta Italia.
La presenza di Gianfranco Fini e di Pierferdinando Casini ha fatto sì che più di millecinquecento persone, in gran parte matricole della politica, ma
anche nomi conosciuti, come l’on. Bocchino, siano venute ada Arezzo da tutta Italia.
A fare che? Ma lo sapete, non c’è bisogno che lo dica.
Con la benedizione di Luca di Montezemolo e la compiacenza del chierichetto “tecnico” Mario Monti ( ve ne siete accorti come ci nuota, nel potere?) vogliono dare vita ad un movimento di cittadini per candidare quest’ultimo Presidente del Consiglio.
Io continuo ad essere ostinato fino alla fissazione.
No! Non ci sono andato.
Io voglio morire repubblicano! Credo ancora possibile che la Storia non butti definitivamente nel cestino dei rifiuti Melchiorre Gioia, Giuseppe Mazzini, Giuseppe Garibaldi, Goffredo Mameli, Gugliemo Oberdan, Cesare Battisti, Randolfo Pacciardi e i nostri sentieri repubblicani.
Questa che stiamo vivendo, gli anziani come me con molta rassegnazione, i giovani con grandi difficoltà, è l’era tecnologica, in Italia vissuta con grandi difficoltà, etiche, economiche, spirituali e di prassi.
Il malcostume e la protervia dilagano dovunque e il paese si lacera in ogni tessuto; Grillo, Renzi, Giannino, Casini, Di Pietro, Maroni, Bersani, Alfano e tanti altri remano ciascuno per conto proprio, tentando con tutte le loro forze di condurre la barca nella quale il paese si trova a bordo, laddove conviene loro.
Nessuno si prende la briga di leggere il libello che il giovane Melchiorre Gioia presentò al Bando di Gara della Repubblica Cisalpina del 1796.
Nella edizione curata da Salvo Matellone, a pagina 17 del ” Quale dei governi liberi meglio convenga alla felicità degli italiani” si legge:” Un potere non diviene abusivo semplicemente per la sua estensione, ma per la sola sua durata. Se questo potere restasse in disposizione d’un uomo o d’un corpo per lungo tratto, il corso degli avvenimenti condurrebbe, o le passioni farebbero nascere quella combinazione di cose, che favorisce il privato vantaggio
a spese del pubblico. L’esperienza ha dimostrato la verità di quanto diceva Catone, che a forza di essere buon senatore si diviene cattivo cittadino.E’ dunque necessario determinare i limiti del tempo in cui un potere finisce……………”.
Da Mazzini ( Dio, Patria e Famiglia) a Pacciardi ( Riforme costituzionali, Presidente Repubblica elezione diretta) i repubblicani del Primo e Secondo Risorgimento, quelli laici, democratici e riformisti, ne hanno di proposte da fare.
No! Rispettiamo chi ci prova, le proposte sono buone, ma non hanno il………. lievito……. del nostro intervento.

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