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Io, condizionatore…la vostra salvezza in questa canicola estiva

Sono un condizionatore. Tutti mi conoscete e quasi tutti mi avete in casa: secondo le ultime statistiche, circa il 60% delle famiglie italiane si lasciano aiutare da me per sconfiggere la canicola. Quello che forse non sapete è che, nel mio piccolo, ho una storia di un certo rispetto. Il primo “apparato per il raffreddamento e disinfezione” risale addirittura al 1886 e venne brevettato da Howard Latimer, un inventore afroamericano che aveva combattuto come volontario durante la Guerra Civile e aveva lavorato con Thomas Edison. Quel prototipo fu poi migliorato e ripensato, finché un altro inventore, Willis Carrier, sviluppò il condizionatore per come lo intendiamo oggi e lo brevettò nel 1902.

di Istituto Bruno Leoni | 1 Luglio 2026

Sono un condizionatore. Tutti mi conoscete e quasi tutti mi avete in casa: secondo le ultime statistiche, circa il 60% delle famiglie italiane si lasciano aiutare da me per sconfiggere la canicola.

Quello che forse non sapete è che, nel mio piccolo, ho una storia di un certo rispetto. Il primo “apparato per il raffreddamento e disinfezione” risale addirittura al 1886 e venne brevettato da Howard Latimer, un inventore afroamericano che aveva combattuto come volontario durante la Guerra Civile e aveva lavorato con Thomas Edison. Quel prototipo fu poi migliorato e ripensato, finché un altro inventore, Willis Carrier, sviluppò il condizionatore per come lo intendiamo oggi e lo brevettò nel 1902.

Le moderne pompe di calore consentono di raffreddare l’aria d’estate (espellendo all’esterno il calore di casa) e di riscaldarla d’inverno (immettendo il calore da fuori a dentro). Sono apparecchiature estremamente efficienti che possono aiutarci a vivere meglio e ridurre i consumi energetici per la climatizzazione degli ambienti: a parità di energia termica, una pompa di calore consuma circa un terzo di una caldaia a gas; e inquina molto meno.

Il mercato delle pompe di calore è relativamente poco concentrato: in tutte le principali aree del pianeta vi sono importanti produttori, anche se la Cina ha conquistato una quota crescente sia nella realizzazione degli apparecchi, sia nei componenti. Grazie alla crescente integrazione a livello globale, oggi il condizionatore non è più un privilegio dei benestanti: è accessibile a quasi tutta la popolazione. Ed è un bene che sia così: uno studio sul Giappone ha dimostrato che, tra il 2000 e il 2010 la diffusione dei condizionatori ha ridotto del 36% le morti per le ondate di calore.

È vero che l’uso dei condizionatori impone anche dei costi: ma esiste un prodotto per cui questo non è vero? L’aumento della domanda di energia per il raffrescamento degli ambienti mette in difficoltà le reti di distribuzione dell’energia elettrica, soprattutto nelle grandi città e nelle ore più calde dell’anno, come ben sanno quelli tra di voi che in questi giorni hanno subito disservizi e interruzioni. Per questo è importante facilitare gli investimenti per potenziare le infrastrutture. Anche qui, un po’ più di mercato non guasterebbe: per esempio si possono aprire a livello locale i mercati della “flessibilità”, cioè consentire a tutti i consumatori, incluse Pmi e famiglie, di vendere “servizi” alla rete, accettando di ridurre i propri prelievi di energia quando ce n’è bisogno, dietro adeguata remunerazione. Alcune esperienze in tal senso, a Milano e Roma oltre che a livello internazionale, sono incoraggianti. L’aumento dei consumi può anche indirettamente far crescere le emissioni, perché parte dell’energia elettrica che utilizziamo viene generata utilizzando i combustibili fossili; e può far crescere la temperatura a livello locale a causa del cosiddetto “effetto isola di calore urbana”.

Ma sull’altro piatto della bilancia c’è l’esigenza di migliorare il comfort delle persone, con conseguenze anche sulla loro salute. Inoltre, sempre più l’energia elettrica viene da fonti pulite, come le rinnovabili e il nucleare. E anche per mitigare l’isola di calore ci sono molti strumenti, a partire dalla realizzazione di aree verdi.Adattamento al cambiamento climatico, riduzione degli impatti ambientali e miglioramento della qualità della vita delle persone sono obiettivi che non si escludono a vicenda: lasciamo fare al mercato, che ci aiuterà a rendere le tecnologie sempre più performanti ed economiche. Per il resto ci sono io, il condizionatore. 

Istituto Bruno Leoni

Pubblicato in : Editoriale

Info Istituto Bruno Leoni

L’Istituto Bruno Leoni è nato nel 2003 per promuovere le “idee per il libero mercato”.
L’IBL vuole dare il suo contributo alla cultura politica italiana, affinché siano meglio compresi il ruolo della libertà e dell’iniziativa privata, fondamentali per una società davvero prospera e aperta.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Luca Bagatin

    1 Luglio 2026 alle 12:50

    Il condizionatore, quello che Draghi voleva barattare con la pace.
    Quello che tiene acceso la Von Der Leyen, sodale di Draghi, nel suo ufficio, ma lo nega ai suoi dipendenti.
    Così come nega la pace ai cittadini europei.

    Rispondi

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