Il papa e il filosofo

Casa Editrice: Edizioni Cantagalli
Anno: 2014
N.Pagine: 232
Prezzo : 15,00 €
Prefazione di Guzmán Carriquiry Lecour
Alberto Methol Ferré, il filosofo uruguayano che ha influenzato profondamente il pensiero di Jorge Mario Bergoglio, oggi Papa Francesco, si racconta in una lunga intervista con il giornalista e scrittore Alver Metalli.
Nei giorni in cui si attendeva l’elezione di Benedetto XVI, Methol Ferré era certo che il tempo per un Papa giunto “dalla fine del mondo” non fosse ancora maturo ma sarebbe arrivato presto: ai suoi occhi la Chiesa argentina con i suoi cinque secoli di storia era la più pronta tra quelle dei Paesi emergenti a regalare al mondo un successore di Pietro. Eppure, il filosofo non avrebbe potuto immaginare che il Papa argentino tanto atteso sarebbe stato qualcuno che conosceva bene e aveva a lungo frequentato.
L’amicizia intellettuale tra Bergoglio e Methol Ferré ha radici lontane: già negli anni ’70 i due ebbero modo di incontrarsi, al margine dell’entusiasmo per i preparativi della Terza Conferenza generale dell’episcopato latinoamericano, per parlare della responsabilità della Chiesa in quel momento particolare per l’America Latina. La cultura, la religiosità popolare, i poveri, la Teologia della Liberazione erano gli argomenti caldi di quegli anni.
Nell’intervista con Alver Metalli, Mehol Ferré ripercorre il fervore di quegli incontri e di una pagina della storia argentina che forse non tutti conoscono ma che ha profondamente segnato il pensiero di Papa Francesco.
Parlando del filosofo al presidente uruguayano come di un grande amico comune, Papa Francesco dirà “ci ha aiutati a pensare”, sottolineando un legame intellettuale mai interrotto e un’affinità di pensiero che oggi riscopriamo grazie alle parole consegnate da Methol Ferré ad Alver Metalli come in un vero e proprio testamento spirituale.
“Nella storia del cattolicesimo si sono viste chiese inaridirsi e divenire riflessi di altre e, viceversa, chiese zampillare e illuminare altre chiese un tempo floride. […] La Chiesa cattolica, adesso diventata mondiale, sente la presenza di altre chiese locali, che prima erano un suo puro riflesso”. (A. Methol Ferré)
Chianciano e i suoi statuti in età moderna
Casa Editrice: Edizioni Il Leccio
Anno: 2014
N.Pagine: 332
Formato: 17×24
Prezzo : 15,00 €
Una comunità federata dello Stato di Siena
Gli statuti di Chianciano editi in questo volume (del 1544 e del ‘danno dato’ del XVI
secolo, con aggiunte fi no al 1734) costituiscono una delle normative comunali più corpose e interessanti in assoluto dell’antico territorio senese.
Essi dischiudono l’orizzonte di un ordinamento complesso e articolato, creato da un Comune solido e vitale (pure economicamente) ancora in età moderna, dotato di ampie prerogative basate sulle capitolazioni stipulate a metà del Trecento con il Comune di Siena e rimaste in vigore per secoli.
Un ordinamento spiccatamente ‘popolare’ che, non potendosi considerare ‘derivato’ da quello senese, ma solo riconosciuto da quest’ultimo, si presenta, più che come l’articolazione di un ‘governo centrale’, quasi come una piccola Repubblica federata, i cui poteri di auto-governo (nitida eco dell’età comunale), furono addirittura mantenuti, pur con qualche nuovo limite, nel periodo della dominazione medicea. Si tratta di una realtà pressoché unica nel Dominio Senese che, d’altro canto, presenta molte similitudini con vari Comuni ‘capitolati’ delle zone periferiche. Il caso Chianciano offre quindi lo spunto per nuove rifl essioni sulla natura e sulle caratteristiche di questo e simili Stati proto-moderni, ‘mosaici istituzionali’ lontani dall’uniformità.
A cura di Alessandro Dani e Anselmo Rondoni
Il viaggio a Fiume
Casa Editrice: Salomone Belforte & C. Editore
Anno: 2012
Prezzo : 20,00 €
Israele Italia e Croazia: sulle tracce di una famiglia scomparsa

Con talento letterario e fervore emotivo, Gaby Adam va alla ricerca delle radici della propria famiglia, dando vita a una storia unica e straordinaria, su una parte di Ebraismo rimasta esclusa dalla coscienza storica dopo la Shoah.
Al centro del libro troviamo la zia Lilly, una figura avvincente, affascinante e originale, che ha vissuto a lungo e ha avuto modo di fare pace col suo passato tormentato: Lilly ha fatto i conti con l’abbandono della propria religione e della propria famiglia alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale e ha visto da lontano il destino dei propri cari.
Fiume – oggi Rijeka -, grande città portuale croata, è stata un crocevia di religioni, popoli e culture.
Gaby Adam, regista e poeta di Gerusalemme, come discendente di una famiglia fiumana, è venuta in contatto con queste culture, queste religioni e queste genti e le ha raccolte in un libro, non solo con la ricostruzione del passato tragico della famiglia di sua madre, annientata ad Auschwitz, ma anche tramite un viaggio nuovo nelle città del nord sul mare Adriatico, in Italia e nell’Israele di oggi.
Il viaggio a Fiume è come una tela ricamata multicolore: al suo interno ci sono ricordi di famiglia e testimonianze, scene che partendo dal presente ripercorrono il passato, c’è uno sguardo all’eredità culturale creata nell’area di Venezia, il tutto intessuto in maniera complicata e turbolenta. Questo intreccio conferisce al libro un ascendente letterario e un valore aggiunto, discostandolo molto dalla semplice memoria familiare.
Prof. Ariel Hirschfeld
Gaby Adam. E’ nata nel 1943 a Haifa. I suoi genitori emigrarono clandestinamente in Israele da Trieste nel 1939, quando il Mandato britannico in Palestina aveva imposto una limitazione alla libera immigrazione ebraica nella regione.
Dopo il servizio militare, Gaby si è trasferita in Europa, dove ha ottenuto il diploma di interprete a Ginevra. Dal 1968 ha lavorato come documentarista per la televisione israeliana (IBA) e per quella tedesca (ZDF), producendo film fino al 2005.
Gaby Adam ha pubblicato, tra il 1970 e il 2003, tre libri di poesie, un libro sull’adozione per adolescenti – portando come esempio la sua esperienza personale – e, dal 2000, si è avvicinata anche al mondo della pittura.
Il viaggio a Fiume, cominciato a scrivere nel 2009, è stato pubblicato in Israele nell’aprile del 2012.
Gaby oggi continua a portare avanti i propri progetti personali.

AA VV
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