
La notizia viene lanciata da una fonte politica israeliana di alto livello ha rivelato a Ynet (la testata israeliana) che “si sta formando un’intesa tra Israele e gli Stati Uniti secondo cui, alla luce del rifiuto di Hamas, bisogna passare da un piano per il rilascio di alcuni ostaggi a un piano per la liberazione di tutti i rapiti, il disarmo di Hamas e la smilitarizzazione della Striscia di Gaza. Non ci saranno più accordi parziali”. La fonte ha aggiunto: “Al momento i contatti sono interrotti. Hamas ha tagliato i rapporti. Non c’è nessuno con cui parlare dall’altra parte. Anche Witkoff ha compreso questa realtà”.
Oggi l’inviato speciale di Donald Trump Steve Witkoff e l’ambasciatore Mike Huckabee saranno a Gaza per controllare la distribuzione degli aiuti. Lo ha annunciato la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt. Hamas ha affermato di essere “pronta a risolvere la questione degli ostaggi prigionieri a Gaza nel quadro di un accordo di cessate il fuoco”. Secondo l’organizzazione terroristica, “la resistenza palestinese non si fermerà finché non finirà l’occupazione (dell’Idf). Lo riferiscono i media israeliani citando Reuters (è un’agenzia di stampa britannica). Folle di palestinesi accovacciati in attesa prima di correre verso i veicoli delle Nazioni Unite al loro arrivo con aiuti da distribuire alla popolazione a Gaza, e intanto colpi di arma da fuoco, di avvertimento sembrerebbe, che si sentono distintamente e colpiscono il suolo, alzano la polvere. Non bastano a fermare la disperazione delle decine di persone che si avventano letteralmente sui mezzi dell’Onu nella speranza di assicurarsi così cibo e viveri. Sono le immagini diffuse in queste ore in un video dell’Ocha, l’Ufficio delle Nazioni Unite per il Coordinamento degli Affari Umanitari che si occupa di coordinare gli aiuti a livello globale, rilanciato da diverse testate internazionali. I media di Beirut riferiscono di attacchi aerei israeliani nella valle della Beqaa, nel nord-est del Libano. Non ci sono commenti immediati da parte dell’Idf. Due popoli-due Stati. Un costrutto significativo udito molte volte per tentare una soluzione di pace tra Israele e Hamas. Ecco perchè nelle ultime ore la soluzione prospettata dalla diplomazia e dalla politica internazionale sembra prendere sempre più corpo, nonostante la riserva dei soliti scettici. Sta di fatto che dopo Francia e Regno Unito, ora anche Finlandia, Australia, Portogallo, Germania e Canada annunciano che a settembre riconosceranno lo Stato di Palestina a Palazzo di Vetro. Sarebbero 14 i Paesi intenzionati a dare sovranità territoriale ai territori palestinesi all’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Almeno 111 palestinesi, tra cui 91 persone in attesa di ricevere gli aiuti umanitari, sono stati uccisi e 820 feriti negli attacchi israeliani a Gaza nelle ultime 24 ore. Lo riferisce il ministero della Salute della Striscia di Gaza, controllato dal gruppo terroristico Hamas. I dati diffusi dal ministero non possono essere verificati in modo indipendente e non distinguono le vittime civili dai miliziani di Hamas e degli altri gruppi armati. Dieci persone, per la maggior parte bambini e donne, sono morti ieri a causa dei bombardamenti israeliani su varie zone della Striscia di Gaza. Lo riporta l’agenzia di stampa palestinese Wafa. Il Washington Post ha pubblicato i nomi dei 18.500 bambini palestinesi uccisi da Israele nella Striscia di Gaza dall’inizio del conflitto, il 7 ottobre 2023. Ad oggi la guerra ha causato oltre 60.000 morti. I nomi dei bambini e la loro età sono stati forniti dal ministero della Sanità dell’enclave palestinese, che utilizza i registri degli ospedali e degli obitori, così come dati verificati delle famiglie delle vittime e media affidabili. Sebbene sia impossibile registrare ogni decesso, il ministero della Salute di Gaza sta facendo “registrazioni delle vittime in tempo reale di qualità insolitamente elevata”, ha detto al quotidiano Michael Spagat, professore di economia all’Università di Londra e presidente di Every Casualty Counts, un’organizzazione internazionale impegnata sulla documentazione delle vittime dei conflitti armati: “Cercano di essere molto attenti e rigorosi e provano costantemente a migliorare l’elenco”. “Si è parlato di errori anche nell’avere sparato su ambulanze e ucciso medici e infermieri che recavano soccorso a feriti, nell’aver preso a bersaglio e ucciso bambini assetati in fila per avere acqua, per l’uccisione di tante persone affamate in fila per ottenere cibo, per la distruzione di ospedali uccidendo anche bambini ricoverati per denutrizione. Primo Ministro Benjamin Netanyahu, governare come un re assolutista, ad esempio, e poi si rivolge al popolo col tono di chi crede al popolo e lo ama.
Giuseppe Basilico

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