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Internet

Ovvero i pericoli nascosti di un uso sprovveduto della rete

di Maria Rita Monaco | 8 Maggio 2016

InfernetPotrebbe sembrare difficile farsi piacere questo film perché ha il torto/ragione di sbattere “il mostro in prima pagina”e fin dalla prima inquadratura dice chiaramente cosa vuole dimostrare , non imponendosi allo spettatore, ma portandolo a riflettere su una  realtà che oggi è sotto gli occhi di chi vuol vedere. Ma forse è proprio per questo che il film trova la strada dell’approfondimento, del dibattito e della consapevolezza. Non siamo ancora abbastanza preparati e in grado non tanto di dominare ma di conoscere i pericoli di quei mezzi di comunicazione che usiamo ogni giorno .

Mentre scorrono i titoli di testa un computer prende fuoco, fiamme alte, appunto, un inferno. Non è un attacco livoroso alla rete ma un allarme sul suo uso indiscriminato e senza regole. A volte basta un clic,  una confidenza in chat ad un amico virtuale, il bisogno di raccontarsi in un momento particolare ed ecco che la tua vita è stravolta. Noia, curiosità, superficialità, ci portano a credere di essere in grado di usare la rete, utile per tante attività, senza pericolo. Ma non siamo preparati, sia giovani che adulti, a difenderci dai pirati informatici, da chi inserendo un video ha il potere di umiliare, accusare, ricattare. Sono 5 le storie che si intrecciano nel film di Ferlito, regista, direttore della Scuola di Cinema Immagina di Firenze. Insieme ai suoi ragazzi gira almeno un film l’anno e stavolta ha affiancato loro attori famosi: Remo Girone, Ricky Tognazzi, Daniela Poggi, in un cameo anche Katia Ricciarelli e Roberto Farnesi, (sua è l’idea a cui poi Giuseppe Ferlito ha dato forma e sostanza).

Cinque storie che parlano di bullismo, prostituzione, adescamento di minori, violenza gratuita, omofobia, ludopatia.

Oggi basterebbe leggere, ascoltare uno dei tanti programmi di intrattenimento e approfondimento per capire come si possa restare intrappolati nella rete. Forse sarebbe utile tenere presente che un uso sprovveduto di qualunque mazzo di comunicazione può dare assuefazione o nuocere gravemente alla salute.

Ed ecco  il gruppo dei bulli, tutti con alle spalle famiglie benestanti ma distratte, compiere e filmare atti di vandalismo, aggressioni violente, pestaggi. Rivedere sul computer le loro imprese li riempe di orgogliosa soddisfazione. Tre amiche, per amore del denaro decidono di prostituirsi, filmare e ricattare i loro partner danarosi incontrati in chat.

Fra gli adulti Claudio (Roberto Farnesi), attore che ha a cuore nobili imprese, aiutare gli immigrati e i più deboli, nasconde però un lato oscuro fra i più ributtanti, mentre Giorgio (Ricky Tognazzi) rovina la sua famiglia, la sua salute e la sua vita, preda del virus dell’assuefazione ai videogiochi.

Sul finale il film potrebbe diventare buonista , con il ravvedimento di Sandro e la guarigione del cuginetto ma le parole di Don Luciano (Remo Girone)   ingiustamente accusato di pedofilia dai bulli, per la sua attività a favore degli extracomunitari, aprono alla speranza. “Non dobbiamo avere paura, solo se non abbiamo paura possiamo essere liberi”.

Un film duro e senza ammiccamenti quello di Ferlito che non vuole cercare giustificazioni, non parla di eroi positivi o negativi, parla di persone vere quelle che ci vivono accanto, persone con i loro problemi e i loro lati oscuri, persone crudeli o indifese o deboli accanto ad altri colpevoli, noi per primi che non abbiamo visto o abbiamo fatto finta di non vedere . Eppure i risultati sono ogni giorno sotto gli occhi di tutti e se pensiamo che anche i terroristi vengono reclutati su internet, possiamo capire quanto sia importante la visione e la diffusione di film come questo.

Genitori e docenti dovrebbero vederlo per aiutare i ragazzi a difendersi da un uso smodato e fuori controllo  della rete.

Pubblicato in : CinemaTag: cinema, extracomunitari, firenze, genitori, giovani, persone, scuola, speranza

Info Maria Rita Monaco

Insegnante di lettere nelle scuole medie, alla fine degli anni settanta è tra i fondatori del Laboratorio Immagine Donna con il quale, sino al 2008, promuove festival cinematografici. Dal 1981 al 1987 è assistente in “Teoria e tecnica delle comunicazioni di Massa” del professor Baldelli presso l’Università di Firenze. Ha partecipato a progetti di educazione e comunicazione cinematografica e curato vari cineforum. Collaborato attivamente con la Biblioteca delle Donne di Soverato e con la Commissione Pari Opportunità di Catanzaro. Dal 2008 scrive recensioni di film e libri su Pensalibero.it

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