
Se istruzione e democrazia fossero state due armi vincenti per i poveri e letali per i ricchi; state tranquilli che i cannibali, vampiri e guerrafondai del mercato, invece di corrompere intellettuali e politici per conservarsi e consolidarsi il potere; tagliandogli le risorse finanziarie li avrebbero “sterminati”: rimandati a zappare.
Invece, nel cosiddetto Occidente liberale, democratico e fintamente progredito, si continua ad imporre lo studio di Platone come teorico della migliore forma di autogoverno del Popolo, sapendo bene che contro i potenti armati di “lingotti”, istruzione e democrazia sono “armi” vincenti quanto pistole ad acqua in una guerra atomica.
In Italia, alla faccia della giustizia sociale, grazie alle “teste d’uovo” della scuola, stampa e politica, da tre quarti di secolo gli assalti alla “diligenza” si concludono sempre felicemente per “bandi-chieri e multinazionali”, e tragicamente per i “cittadini som-vrani disarmati e dissanguati” h24.
Clienti, utenti, pazienti, elettori e contribuenti che tentano inutilmente di capire cosa differisce ignoranza e conoscenza, dittatura e democrazia. Niente. L’unica differenza sostanziale è che i sudditi ignoranti avevano il vizio di conservarsi il futuro, (e scusate se è poco) mentre noi sovrani masterizzati il futuro ce lo siamo già fumato da un pezzo.
Lamberto Ferdinandi

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