
(foto profilo Facebook assessore Arianna Censi)
Sabato a Milano si sono tenute due manifestazioni poggiate entrambe su presupposti erronei.
Per quanto riguarda la questione della registrazione anagrafica NON è vero che sia stata vietata su impulso di un bieco governo reazionario.
C’è stata una sentenza a sezioni unite della Cassazione.
Ed era preciso e indefettibile dovere del ministro dell’interno e, quindi, del prefetto, come sua articolazione territoriale, farla rispettare ed applicare in quanto titolare delle funzioni anagrafiche delegate all’ente Comune.
Per quanto riguarda Dax (che dopo vent’anni avrebbe diritto a riposare in pace anziché “odiare” anche dalla tomba) NON è vero che fu ucciso per ragioni politiche da estremisti di destra.
In realtà, come riportano le cronache dell’epoca (che ricordo perfettamente), l’omicidio maturò da una lite con le persone sbagliate. Non erano tre squadristi picchiatori.
Ma una famiglia di malavitosi con precedenti comuni.
Poi le mistificazioni sanno essere più suggestive della realtà. Ma tali restano.
Stefano Pillitteri

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