Non si può davvero pensare che la causa – scopo del terrorismo islamico sia la guerra in iraq. .La strategia è di raggio ben più ampio. Con un duplice obiettivo:
impaurire la comunità occidentale i cui connotati pacifici, tolleranti sono considerati dai terroristi come propensione all’arrendevolezza . Al tempo stesso, si vuole infondere timore e “rispetto” alle comunità islamiche occidentali, per evitare la loro integrazione nel contesto ei Paesi di accoglienza
Per questo è vero che emarginare, discriminare gli islamici presenti in farebbe il gioco della multinazionale del terrore. Come diceva Talleyrand, sarebbe peggio di un’ingiustizia:sarebbe un errore
Ma è altrettanto vero che sbracciarsi in concessioni e manifestazioni di simpatia per il mondo islamico ottiene egualmente quello che i terroristi vogliono:dimostrare che l’Occidente è ormai rammollito
Pensava la stessa cosa Mussolini a proposito delle decadenti plutodemocrazie occidentali , pensava la stessa cosa Lenin
Allora l’Europa –l’Italia in particolare- deve cercare una seria
integrazione sulla base dei principi codificati delle nostre Costituzioni che garantiscono parità di diritti e rispetto per ogni credo politico, religioso, senza la corsa ad abdicare ai “nostri” valori,.
Perché integrazione non significa solo “accogliere” i valori dell’altro ma farli convivere con i nostri .
Insomma un doppio rischio : ghettizzare le comunità islamiche significa farne terreno di coltura del fondamentalismo, mostrare eccessiva apertura significa ,parimenti, impedire una reale integrazione
Sarebbe l’ora di far capire ,di dire chiaramente che accoglienza non significa debolezza, che solidarietà non significa pavidità .
Ma tutto questo nelle cinquemila chiacchiere dei politici di ogni estrazione, non si ritrova
Gabriele Parenti

Ricordando che “ospite” appare colui che accoglie come colui che viene accolto(e questo suscita talvolta dei piccoli equivoci), e che “accogliere”presuppone una richiesta di essere accolto ,almeno se si vuole distinguere l’accoglienza dalla intrusione (ed in questo non ci può essere equivoco alcuno) , sconfiggiamo pure le demagogie deteriori ,ma a tutto tondo ! Perché io non ho ancora ascoltato un autonomo appello alla pacifica convivenza,alla comprensione ed alla accoglienza ,lanciato spontaneamente da chi viene per essere accolto . Ricordo solo un gran polverone per un “cadaverino” attaccato ad un pezzo di legno , alte grida per una “laicità” diventata un vero atto di fede , denunce e processi , abolizione forzosa di simboli religiosi , ed amenità di questo genere …..Dove sta la convivenza ,accoglienza e balle del genere ? I nostri padri latini chiarivano che est modus in rebus …! A parte le violenze drammatiche del terrorismo…..
Condivido quanto detto da Parenti. Niente da eccepire. Ma la mia considerazione è: esiste allora una via alternativa per la conciliazione e il dialogo? Perchè anche se ci basiamo sul rispetto della costituzione, comunque dobbiamo scendere a patti e questo significa mostrarsi o pavidi o temerari, in entrambi i casi eccedendo..?