Non la conoscevo e l’ho presa un po’ in giro per la macchia azzurra che si notava nella foto ministeriale e quirinalizio.
Non ritiro quello che ho detto, perchè così è, ma ho , attraverso i talk, conosciuto una persona che dice qualcosa di nuovo e ci racconta cose diverse anzichè i soliti ,nauseabondi ormai, bla bla. Dunque mi sono ripromessa di approfondire, così come avevo promesso nel mio ultimo pezzo su questo giornale.
Si fa ascoltare con piacere al di là di qualsiasi appartenenza politica che preferisco dimenticare. O, meglio, andare oltre.
Naturalmente qualche amico mi bacchetta sulle manine , in maniera dogmatica e non proprio liberale, mi fa notare che ha un contenzioso legale, ma noi siamo garantisti.
Come liberale mi sono sempre definita di centro, ma, come dice un mio saggio amico, è più giusto definirsi equidistanti. Ecco, l’equidistanza mi fa dare giudizi non pregiudizievoli nei confronti di questa donna dal piglio quasi mascolino, nel senso positivo del termine. Parla benissimo, si esprime in maniera assolutamente corretta. E si sente che, nonostante si sia fermata alla terza media per motivi indipendenti da lei e dalla sua volontà, è un’ autodidatta che ha letto e studiato molto, oltre la frequenza scolastica.
Questo sostiene anche l’ottimo e saggio Sallusti, che certamente di sinistra non è, ma, sul mercato, uno dei giornalisti più equilibrati , intelligenti e moderati, nel senso più alto del termine.Il ministro non ha scelto di non studiare, come, per esempio , l’ignorantello per antonomasia, il Giggino nazionale che, non avendo voglia di studiare, ha vinto al superenalotto e a 27 anni si è trovato catapultato in parlamento e ha cominciato ad incamerare 15000 euro al mese. Immeritati. Almeno fin qui.
Questa donna, invece, probabilmente merita tutto quanto ha ottenuto. Finora. Sul suo passato di cottimista a 15 anni nulla da dire, forse allora non esisteva illegalità nello sfruttamento minorile. Sul suo passato di sindacalista mi astengo perchè non ne so abbastanza. Mi piace perché è una persona vera, una delle poche oggi in campo. O, almeno, così appare. E capisco perchè è stata scelta. Prima da Renzi, oggi da chi ne ha facoltà.
Peccato che sia di sinistra, ma in fondo se ci risolve, almeno in parte, i problemi cogenti di questo paese siamo pronti a passarci sopra. Poche volte negli ultimi tempi mi sono soffermata ad ascoltare con attenzione chi parlava. Sempre il solito ritornello, stesse parole stessi aggettivi. Che barba che noia.
E, poi, virtuosamente, nemmeno una volta, ha detto la fatidica frase ” per il bene del paese” non ha proferito verbo sul lavoro pancia a terra H 24, e neppure il termine magico “cittadini”.
Non so come proseguirà questo disperato esecutivo, ma certamente questo ministro darà veramente il meglio di sé. E credo che abbia molto da dare.
“Sugli Ogm voglio aprire un confronto rapidamente anche con le parti imprenditoriali, è un tema delicato che non va affrontato in modo azzardato”. Questo pensiero mi fa pensare più che a un’apertura come tanti ritengono, alla volontà di un approfondimento sul tema e su quanto è stato detto e fatto finora. Non con superficialità.
Ma un forte e chiaro no si leva da tutte le parti d’Italia al trattato di liberalizzazione commerciale tra Europa e Canada (Ceta) e agli ogm. I firmatari dell’appello invitano il ministro a non aprire il dialogo su questi punti. L’istanza viene da alcune organizzazioni di agricoltori, contadini, imprese e cittadini che si dicono interessate a tutelare la biodiversità naturale. Se ha buon senso prenderà in seria considerazione l’appello e magari tornerà sui suoi passi. Sperando che non scivoli su una foglia di cavolo.
Naturalmente ci riserviamo di seguirla passo passo e la giudicheremo sul suo operato. Work in progress e a posteriori.
Carla Ceretelli

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