
A questo appuntamento sta lavorando il gruppo dei Centouno che proprio in questi giorni sta intensificando i contatti con tutte le organizzazioni politiche e culturali e con varie personalità rappresentative di questo mondo nella nostra regione.
La costituente laica -nelle intenzioni dei Centouno- non sarà lo strumento per raggiungere una pura e semplice sommatoria dei piccoli partiti che si rifanno alla tradizione laico-socialista. Sarà la sede di un dibattito politico e programmatico attraverso il quale tutti coloro che appartengono a questa tradizione dovranno concordare una strategia e un programma elettorale comuni.
“L’esperienza- dicono alcuni esponenti dei Centouno- ci ha fatto capire una cosa:per mettere assieme gente, rispetto alla semplice riproposizione dei vecchi partiti, funziona meglio la novità. Conquistare adesioni e consensi nuovi è assai spesso meno faticoso che rincorrere chi è fuggito”
La preoccupazione principale è quella di evitare gli errori e le illusioni del passato: pensare che bastasse alzare nuovamente una bandiera per recuperare quel venticinque per cento che votava una volta per i partiti laici e socialisti. “Quell’elettorato non è più nel nostro carniere; ha subito una mutazione genetica per effetto della grande trasformazione dell’ambiente, cioè del nostro sistema politico”.
Se la somma dei voti non consente ancora di creare una grande forza, i Centouno sono convinti che i laici abbiano cionostante varie frecce al loro arco. Se uniamo gli sforzi per lavorare – dicono- siamo in grado di mettere in campo una rispettabile macchina organizzativa: sezioni, circoli, giornali, iniziative editoriali, sedi, da utilizzare non per fare la somma, ma per determinare la novità degli anni a venire, cui possano guardare tutti coloro che attualmente non hanno entusiasmo per la politica.
La costituente di novembre, pertanto, non sarà un’operazione di vertice. Saranno coinvolti circoli e associazioni di tutta la Toscana ed anche per quanto riguarda i partiti gli inviti saranno rivolti non solo ai vertici regionali ma anche, direttamente, alle federazioni e sezioni esistenti nelle provincie e nei comuni.
Quanto ai destinatari, i Centouno li hanno individuati in tutti coloro che si rifanno alla cultura laica, liberale e riformista, ovunque essi militino. Dunque uomini e donne senza tessera ma anche esponenti politici, di livello mazionale e locale, attualmente impegnati in fronti contrapposti: nel nuovo PSI come nello SDI, nel PRI, nel PSDI, nei Liberali, nei Radicali. E sarà sollecitata anche la presenza di laici e riformisti finiti, in ossequio alle ragioni del bipolarismo in Forza Italia o nei DS.
L’obbiettivo è la creazione di una Casa unica per tutti i laici e i riformisti, con l’ambizione di sparigliare i giochi. “C’è bisogno di una forza responsabile che assicuri una effettiva ed efficace capacità di governo. Una federazione che prepari liste unitarie già alle prossime regionali e che diventi l’ago della bilancia nelle successive elezioni politiche quando non si dovrà decidere se sorbirci Prodi o Berlusconi, ma come uscire dalla crisi in cui l’Italia versa dal ’90 in poi”.
Da Firenze e dalla Toscana, insomma,partirà la lunga marcia dei laici e dei riformisti alla conquista di un ruolo da protagonisti sulla scena politica nazionale.

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