Sconvolta, corro sotto la luna rossa che inonda la spiaggia di sangue,
Ad ogni passo più libera di gridare il tuo nome,
Unico pezzo di te soppravissuto alla tua morte.
(Séverine Jouve)
Non dimentico la mano stretta forte a sostenere un mio perché e nemmeno una lacrima presente a una mia paura. Ma non so più ricordare quel bene che a qualcuno ho raccontato aver sentito nella voce o in qualche raro abbraccio. Eppure la mia memoria vaga in un mare di emozioni passate quando il vento è forte.
(Elisabetta Malantrucco)
I colpi li hanno inferti,
Tutti.
Nell’idea:
La donna, sola, è facile preda,
Facile da denigrare,
Facile da non considerare,
Facile da non ascoltare
Facile da manipolare.
Nessuno si è risparmiato.
Perchè fa parte della natura maschile
Prendere una pistola e sparare,
Essere sempre armati,
Anche quando la primavera sboccia
E viene giù un temporale che fa solo qualche tuono,
Al fragore si risponde sparando,
senza alcun bisogno.
Ma a volte le donne oltre a percepire,
Comprendono.
I figli non abituati a proteggere,
I figli abituati, solo, ad essere protetti.
I figli non abituati a comprendere
I figli abituati, solo, ad essere compresi.
Attivo e passivo non sono solo forme verbali,
Diventano il prezzo pagato per l’atto
Di ribellione.
Il potere non comprende, schiaccia.
(Lia Romano)
Corazón de pradera,
estremecida aurora,
girasol gigante,
aroma a durazno
que mi amor añora.
Racimo de estrellas,
eres pez del cielo
que mi noche alumbra
entre luna y fuego.
La soledad marina
alarga el silencio
y el sabor amargo
de saberte lejos.
(Silvia Elena Valdés.)
Mi sono vista di cenere,
Sbriciolata, impalpabile,
Completamente secca e grigia
Mi sono vista di cenere
Gli occhi duri e vitrei
Che diventavano polvere, fango secco.
Mi sono vista impastata in terra e pietra
Scavare verso la luce fino a tornare in me
Alzarmi da terra nella notte scura
Sentire ancora una volta il freddo e il timore.
Mi sono vista fare qualche passo vacillante
Recuperare poco a poco vigore e forza
Camminare sullo sterrato
Fino ad arrivare alla tua porta,
Ed eccomi qui,
Donna di carne e nervi,
Per dirti
Che non mi hai ucciso,
Che nemmeno stavolta morirò,
Che questo stillicidio dovrà durare
Un altro bel po d’ore per lo meno.
(Silvia Favaretto)
¿Qué es esta redondez fría colgada sobre mis ojos?
Me ha dejado aquí un gigantesco simio, su mirada hueca
se pierde en las corrientes de aire
como el grito de un moribundo al fondo de un pozo.
Todo es insólito, un espacio yerto,
sin forma, sin colores.
Blancas marionetas van y vienen
como grullas de largo pescuezo inyectándole azúcar a la Realidad.
Dos manos de carnicero te traen hacia mí
envuelto en algo incomprensible: un manto de pléyades
o una bufanda de luces.
No reconozco nada en ti.
Las caricias de los bebés molusco se adhieren
a mi sueño con húmedas ventosas.
El milagro retrocede: noches infinitamente largas
esperándote.
Y el cielo abierto, mi amor –te me has caído del vientre–,
una vasija redonda con olor a sangre,
moldura exacta del primer llanto.
(Marisol Vera Guerra)
Ricordo.
Tramontava neve
quella sera.
Una sedia vuota
Perpendicolare
al cielo.
Tremendamente vuota.
Le spalle impagliate
a singhiozzo
e un ventre
spalmato di nefandezze.
Tramontava neve
quella sera.
Ricordo.
Quello che ancora
non era accaduto.
(Manuela Agostinelli)
quante ne possediamo
quelle di casa e del portone
d’ingresso quelle dell’auto
e del garage, quelle di vecchi
secretaire polverosi di ricordi
di altri già passati a miglior vita
quelli intimi che parlano di noi
delle stanze nascoste piene
di cianfrusaglie, quelle segrete
che contengono i nostri piccoli
misteri o ricordi innocenti
quelle del lavoro riservato
custodito o archiviato atti
e storie purificate da parole
attraversate da sentenze
passate impure come può esserlo
un solo colore di un arcobaleno
le chiavi sono un mezzo per entrare
o uscire per il mondo nella strada
una commissione una passeggiata
una urgenza e subito la scegli
se la perdi hai un doppione
finanche scippata le ritrovi
ladri distratti che ti hanno regalato
un ricovero e una poltrona per mesi
quando perdi la chiave della vita
quando è difficile ricordare cosa dovevi
aprire o chiudere ermeticamente
come quella cassaforte della quale hai
solo tu la combinazione la perdi
allora sei in una portineria con
le chiavi prestate e una posta
che non arriva mai più.
(Carmela Panariello Franchini)
Il mondo gira
Veloce
Troppo veloce
Ferma
Al suo centro
La testa gira
Cado
Guardo
Il mondo
Dal basso.
Chiudo gli occhi.
Ora son ferma.
Finalmente
Ritrovo
Me stessa.
In mezzo al caos.
(Erica Liffredo)
Tramare la vita, ricamarla di stelle,
tremando trapungono le dita incerte, a
trafiggere d’oro la tela della sorte.
I tratti in cui d’incanto è la trama,
intrisi recano il rosso dalle dita secreto.
(Stefania Musicò)
Leggimi la mano:
sorvola losanghe
e false righe
fermati sui carsici
miei segni più profondi…
Sul bordo
dei mie palmi
s’incolla lucida
la resina del pianto;
cristallizzata nenia
al coro immobile del canto…
Lo vedi
il trafiletto
essenziale tra le righe?
E’ il necrologio
diramato nei solchi al divenire…
(Caterina Reale)
Inganni.
Linguaggio. Dell’istinto e della emozione . Della evenienza e della circostanza. Plasmato. Nel rendere sorgiva la vita. Nel soccorrerla. Nel nutrirla.
Poi. Virtù oracolare. Della seduzione. Del lascito. Di pieghe di silenzi. Dove si annida il possibile. O il doveva essere.
Inganni. Qui. Ora. Di donne. Dove. Ogni pensiero. Ha un rovescio. Una rivelazione.
Il salvataggio. Di un ipotetico. Il dubbio. Del germoglio.
(franchini)
La rubrica è da un’idea e a cura di franchini
www.franchiniscripsit.it franchini@franchiniscripsit.it
Partecipano e pubblicano: Manuela Agostinelli, Silvia Favaretto, Marisol Vera Guerra (Massico),Séverine Jouve (Francia) Erica Liffredo, Elsabetta Malantrucco, Stefania Musicò, Carmela Panariello Franchini, Caterina Reale, Lia Romano, Silvia Elena Valdés (Messico)
© 2015 Manuela Agostinelli, Silvia Favaretto, Marisol Vera Guerra, Séverine Jouve, Erica Liffredo, Elsabetta Malantrucco, Stefania Musicò, Carmela Panariello Franchini, Caterina Reale, Lia Romano, Silvia Elena Valdés
Diritti d’autore riservati.
Soltanto ai fini della pubblicazione, in via transitoria, sono ceduti dalle autrici i diritti di utilizzazione economica di pertinenza.
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