Courbée sur la chaise de paille, murmurant le désatre des saisons mauvaises, je fixe sur le pavé le gouffre de ma vie s’achevant. Face au néant qui m’aspire, je résiste en vain.
(Séverine Jouve)
Quería ser más que Poeta
regresar el tiempo
contar nuevas historias,
girar los pasos
en dirección del viento.
Quería ser más que Poeta
atrapar un suspiro,
jugar en la cubierta de un velero,
sacar del mar sus pensamientos,
darle eternidad a la sonrisa,
mirar al Eterno
en busca de respuestas,
No más fotografiar luciérnagas
o esperar un cometa,
quería arrancar al tiempo
versos eternos.
Quería ser más que POETA.
(Elízabeth Carranza Umaña)
Non ricordo quella sensazione di tepore che dava il tuo abbraccio sicuro. E nemmeno un sorriso ricordo. Ma ricordo le parole, calme, sornione, senza dubbi. Però non sono certa siano mai esistite.
(Elisabetta Malantrucco)
Dime quedo, que me amas,
de una vez y para siempre;
quiero oírlo de tus labios
que me nombren,
que me evoquen
que me griten…
Quiero que esa boca tuya,
de peces en movimiento
haga la paz con mi boca,
siga siendo mi alimento, mi pan
y mi sufrimiento.
Tus manos guardan caricias
que como mías, las reclamo;
que recorran por mi cuerpo,
siempre ávido de sentirlas.
Quiero ser, entre tus manos,
agua y arcilla que al fuego
de tu pasión se moldea,
y entregarme, entre tus brazos,
en la forma que deseas.
Lléname con tus caricias,
soy tuya de cuerpo entero
pues no queda nada en mi,
que tenga a otro por dueño.
(Silvia Elena Valdés)
Perché alle storie che nascono sotto le stelle ho sempre preferito le stelle che nascono sotto le storie. Certo sono nate anche stalle ma questa è un’altra storia.
(Manuela Agostinelli)
cuando el hombre que te ha lastimado
te besa
la Tierra suspende sus giros un segundo
cambia la dirección del viento hacia el sur
los polos
reacomodan su magnetismo
y arden al fondo del cielo
cien mil gargantas de pájaro
porque el hombre que te ha lastimado
tiene benzodiacepinas en los labios
un jugo como de arándanos y agujas
una garra de animal enfermo de marsupial o de harpía
un modo extraño de pronunciar la r
nada vuelve a ser igual
después de que te endulza la retina del ojo
con su lengua de murciélago
porque él te ha lastimado se ha dejado conocer por ti
te ha hecho su dueña
royéndote por dentro
(Marisol Vera Guerra)
Di sì che voglio scrivere
ma mi escono braci
e mi sanguina il naso
Sì voglio scrivere cerco di farlo
bagnando le parole in inchiostro di limone
ma bruciano gli occhi e seccano le mani
di sì, sì ti ho detto
voglio scrivere ma la penna arde
e le scintille appiccano fuoco al foglio
e il legno della scrivania si scurisce
e cade a terra la cenere
con la mia ispirazione
e mi esce fumo dalle dita
e la mia poesia è fuoco,
nient’altro che fuoco.
(Silvia Favaretto)
I tuoi occhi
Nei miei
Verdi come il muschio
Marroni come la terra
Li guardo
Mi perdo
Chissà cosa vedi…
Vorrei entrare
Nel tuo mondo
E farti entrare
Nel mio
Con un abbraccio
Ti porterò lontano
Fino a quando
I tuoi occhi
Vedranno
Il mondo intorno
Pieni
Di una nuova luce.
(Erica Liffredo)
Lieve si libra con le sue ali fatate
tutte di polvere stellate,
si affanna in volute di seta;
segna la farfalla con le sue ali il cielo:
lei ignora che la sua vita è un volo…
(Stefania Musicò)
Quando la sera mi rilasso,
Le parole mi sovrastano.
Spesso non riesco a metterle in ordine.
Sono così sparse.
Se le mettessi in ordine, mi spaventerebbero, ma non per me, per gli altri.
E sento finalmente la leggerezza.”
(Lia Romano)
Sposta i capelli,
potrei guardarti all’infinito
se le mie labbra protese
non cercassero le tue,
le bacio per non morire infranto
le bacio perché le voglio adesso.
Sposta i capelli,
lasciami iniziare
una fede adulta
professare…
sui morbidi declivi
ridisegno i fianchi,
d’incanto
si aprono strade
come se ogni cosa
sapesse già di appartenermi,
come se tutti i tuoi pensieri
in branco
avessero deciso di accopparmi.
(Caterina Reale)
Il futuro, orme da calpestare. Il futuro è stanare le monetine lungo un percorso. Il futuro è nel letto sfatto di notti lunghe di febbre e di ombre intorno.
Il futuro è ancora mio.
(Carmela Panariello Franchini)
Inganni.
Linguaggio. Dell’istinto e della emozione . Della evenienza e della circostanza. Plasmato. Nel rendere sorgiva la vita. Nel soccorrerla. Nel nutrirla.
Poi. Virtù oracolare. Della seduzione. Del lascito. Di pieghe di silenzi. Dove si annida il possibile. O il doveva essere.
Inganni. Qui. Ora. Di donne. Dove. Ogni pensiero. Ha un rovescio. Una rivelazione.
Il salvataggio. Di un ipotetico. Il dubbio. Del germoglio.
(franchini)
La rubrica è da un’idea e a cura di franchini
www.franchiniscripsit.it franchini@franchiniscripsit.it
Partecipano e pubblicano: Manuela Agostinelli, Elízabeth Carranza Umaña (Guatemala), Silvia Favaretto, Marisol Vera Guerra (Massico),Séverine Jouve (Francia) Erica Liffredo, Elisabetta Malantrucco, Stefania Musicò, Carmela Panariello Franchini, Caterina Reale, Lia Romano, Silvia Elena Valdés (Messico)
© 2015 Manuela Agostinelli, Elízabeth Carranza Umaña, Silvia Favaretto, Marisol Vera Guerra, Séverine Jouve, Erica Liffredo, Elisabetta Malantrucco, Stefania Musicò, Carmela Panariello Franchini, Caterina Reale, Lia Romano, Silvia Elena Valdés
Diritti d’autore riservati.
Soltanto ai fini della pubblicazione, in via transitoria, sono ceduti dalle autrici i diritti di utilizzazione economica di pertinenza.
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