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Inflazione Usa in rialzo ma sotto le previsioni

I numeri sull’inflazione negli Usa, dimostrano che forse la Fed non abbia ancora concluso definitivamente il lavoro di rialzo del costo del denaro e che qualcosa servirà probabilmente ancora. Del resto i membri del board più di una volta, recentemente, hanno messo in guardia i mercati sulla necessità di concludere il ciclo di inasprimento, ma forse non siamo ancora alla fine e uno o due rialzi ci potrebbero ancora stare. La reazione degli indici azionari dimostra che il mercato crede nella fine del ciclo di rialzo del costo del denaro, con il Dow Jones che ha guadagnato lo 0,15% mentre l’S&P 500 ha messo a segno un lievissimo rialzo dello 0,03%.

di Saverio Berlinzani | 11 Agosto 2023
Una riunione del consiglio d’amministrazione della Fed (fonte Wikimedia Commons)

Il tasso generale di inflazione, a Luglio, negli Stati Uniti, è cresciuto del 3,2% su base annua, al di sotto del previsioni che erano per un incremento del 3,3%, ma sopra al dato del mese di giugno che aveva visto un incremento del 3%. Si tratta del primo dato superiore a quello precedente, da 12 mesi a questa parte. L’anno scorso, in questa stagione, l’inflazione cominciava a scendere dal 9,1%. Il dato generale mensile, cioè inclusi alimentari ed energia, è cresciuto dello 0,2%, come da previsioni. Il numero core invece, è cresciuto meno delle attese al 4,7% contro il 4,8% del consensus, mentre su base mensile dello 0,2% anche in questo caso come da attese. Insomma i numeri sull’inflazione negli Usa, dimostrano che forse la Fed non abbia ancora concluso definitivamente il lavoro di rialzo del costo del denaro e che qualcosa servirà probabilmente ancora. Del resto i membri del board più di una volta, recentemente, hanno messo in guardia i mercati sulla necessità di concludere il ciclo di inasprimento, ma forse non siamo ancora alla fine e uno o due rialzi ci potrebbero ancora stare. La reazione degli indici azionari dimostra che il mercato crede nella fine del ciclo di rialzo del costo del denaro, con il Dow Jones che ha guadagnato lo 0,15% mentre l’S&P 500 ha messo a segno un lievissimo rialzo dello 0,03%. Segno positivo anche per il Nasdaq con un +0,12%. 

VALUTE.

Non cambia nulla sul  mercato dei cambi con le majors Eur, Gbp, Jpy e Chf nel trading range richiamato anche ieri, e 100 pips massimo di oscillazione giornaliera nell’ultimo periodo. Perdono invece di più le oceaniche Aud e Nzd che scendono a ridosso dei livelli chiave. Le ragioni sono legate ovviamente al rallentamento della congiuntura cinese, ma, come abbiamo anche ricordato recentemente, il Governo sembra intenzionato a rilanciare con manovre espansionistiche e la stessa banca centrale potrebbe tagliare i tassi, specie dopo il dato sull’inflazione negativo. UsdCad non lontano dalle resistenze di 1,3500 e attenzione specie al UsdJpy che si riporta a ridosso di 145, livello che aveva visto recentemente la Boj rilasciare qualche dichiarazione di possibile intervento a sostegno di uno Jpy eccessivamente debole. 

PIL INGLESE SOPRA LE PREVISIONI

Uscito stamani anche il Pil della Gran Bretagna su base trimestrale, cresciuto dello 0,2%, al di sopra delle attese che prevedevano una crescita zero nelò periodo in oggetto. Crescono soprattutto i consumi delle famiglie, i trasporti , ristoranti e alberghi, anche in concomitanza probabilmente con le vacanze estive. Su base annua il Pil registra un +0,4%, mentre salgono anche la produzione manifatturiera con un +2,4% a luglio, e la produzione industriale che cresce dello 0,7% su base annua, sopra ad attese negative. 

DATI MACRO.

Oggi si chiude la settimana con i dati relativi ai prezzi alla produzione Usa e agli aggregati redatti dall’Università del Michigan. Non ci aspettiamo alta volatilità e pensiamo che la settimana chiuda con le price action già viste durante questa ultima ottava. 

Saverio Berlinzani 

Pubblicato in : Economia, Primo pianoTag: amministrazione, banca centrale, governo, gran bretagna, lavoro, mercati, mercato, produzione industriale, sostegno, stati uniti, trasporti, usa

Info Saverio Berlinzani

Nel 1989 inizia il suo percorso lavorativo nel mercato valutario come spot trader per il Banco Lariano.
Dal ’91 per la Banque San Paolo di Parigi come trader su lira e Franco francese.
Dal ‘92 presso il Banco Lariano di Milano spot trader su tutte le valute SME.
Dal ’95 per Swiss Bank Corporation capo cambista – Lugano, Ginevra, Londra.
In questi anni, oltre alla specializzazione sul mercato dello spot come market maker ha sviluppato conoscenze del mercato dei derivati come trader di posizionamento per l’Istituto (Opzioni vanilla ed esotiche), nonché conoscenza diretta delle valute legate ai paesi emergenti (carry trades).
Dal ’98 è rientrato in Italia come Libero professionista in qualità di Consulente Finanziario e patrimoniale – Presidente e socio fondatore di una società broker in forex.
Dal 2009 ad oggi, trader indipendente nel mercato valutario fondatore del sito www.saveforex.it, community di traders con cui condivide QUOTIDIANAMENTE in tempo reale la sua operatività FOREX attraverso una chat e un webinar LIVE

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