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Inflazione al +3,2%: governo e opposizione senza politiche per consumatori

L’inflazione annuale in Italia accelera a +3,2% a maggio 2026, dal +2,7% del mese precedente. Le stime preliminari dell’Istat confermano un trend rialzista alimentato dalle ripercussioni del conflitto di Hormuz sui prezzi energetici. Lo stretto di Hormuz, attraverso cui transita circa il 20% del commercio mondiale di petrolio, ha innescato una fiammata dei prezzi che si trasmette progressivamente all’intera economia. Il carrello della spesa ha reagito per primo, con una crescita che si è stabilizzata a +2,3%; gli altri beni e servizi hanno impiegato più tempo, per l’esaurirsi delle scorte acquistate ai vecchi prezzi e per la trasmissione indiretta sui settori non energetici.

di Vincenzo Donvito | 30 Maggio 2026

L’inflazione annuale in Italia accelera a +3,2% a maggio 2026, dal +2,7% del mese precedente. Le stime preliminari dell’Istat confermano un trend rialzista alimentato dalle ripercussioni del conflitto di Hormuz sui prezzi energetici. Lo stretto di Hormuz, attraverso cui transita circa il 20% del commercio mondiale di petrolio, ha innescato una fiammata dei prezzi che si trasmette progressivamente all’intera economia. Il carrello della spesa ha reagito per primo, con una crescita che si è stabilizzata a +2,3%; gli altri beni e servizi hanno impiegato più tempo, per l’esaurirsi delle scorte acquistate ai vecchi prezzi e per la trasmissione indiretta sui settori non energetici.

I dati Istat segnano anche la fine di una narrazione ottimistica da parte dell’Esecutivo, che nei mesi scorsi aveva rappresentato un Paese in crescita con i prezzi sotto controllo. Governo e opposizione condividono lo stesso vizio: restringere il mercato invece di facilitare la concorrenza. A pagarne il prezzo, in tutti i sensi, sono i consumatori.

La responsabilità  non è esclusivamente del governo: la situazione geopolitica pesa in misura rilevante. Resta tuttavia il fatto che, di fronte a un deterioramento del quadro dei prezzi ampiamente prevedibile, l’Esecutivo ha privilegiato l’autoelogio rispetto alla costruzione di politiche di mitigazione per industrie e consumatori. Secondo Eurostat, ad aprile 2026 l’inflazione in area euro si è attestata a +3%, un divario che accentua le preoccupazioni sull’efficacia delle politiche nazionali.

Per quanto riguarda ll’opposizione registriamo una risposta altrettanto lacunosa: slogan su maggiore spesa pubblica senza indicare le relative coperture.

L’assemblea di Confindustria di alcuni giorni fa ha fotografato questa convergenza: governo e rappresentanti industriali hanno auspicato insieme una sospensione del Patto di Stabilità  europeo – ipotesi che le autorità  di Bruxelles continuano a escludere – e un rafforzamento del ruolo dello Stato nell’economia a scapito di concorrenza e mercato.

Il denominatore comune tra maggioranza e opposizione è la tendenza a comprimere il mercato e ostacolare la concorrenza. Una strada che non fa gli interessi né dei consumatori nè delle imprese.

Vincenzo Donvito

Pubblicato in : Editoriale

Info Vincenzo Donvito

Vincenzo Donvito, giornalista classe 1953, è fondatore ed animatore di Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e consumatori), della quale è Presidente.

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