Rendere uguali per i consiglieri di tutte le Regioni italiane le indennità e tutte le altre remunerazioni.
In tema di costi della politica, è questa la proposta avanzata da Riccardo Nencini (SDI) Presidente del consiglio regionale della Toscana.
Si tratta, secondo noi di una proposta monca, da integrare con la previsione di una generalizzata riduzione dei componenti delle assemblee, così come altri dovranno porsi il problema della abolizione delle province e dell’accorpamento dei piccoli comuni. Ma, in ogni caso si tratta di una proposta chiara e positiva. Tanto più che essa potrebbe mettersi subito in cammino, pur essendo prevedibili tempi non brevi, dato che ogni consiglio dovrebbe deliberare in materia.
”Con tempestivita’ ed appropriatezza per il 30 maggio e’ stata
convocata la Conferenza dei Presidenti delle Assemblee regionali per
discutere sui costi della politica. Vi partecipero’ – ha detto Nencini – proponendo che venga assunta quale indennita’ comune per gli eletti di tutte le regioni l’ indennita’ media percepita dai consiglieri regionali della Toscana, ammontante a circa 10 mila euro mensili. L’ indennita’ percepita dagli eletti toscani, comprensiva di ogni altro emolumento, e’ infatti la piu’ bassa, invariata dalla nascita delle Regioni, salvo le progressioni conseguenti gli adeguamenti, in quanto calcolata sulla base del 65 per cento dell’indennita’ dei parlamentari, fissato agli albori del regionalismo in Italia”.
”Adottando un criterio uniforme per tutte le Regioni italiane –
ha aggiunto il presidente dell’assemblea toscana – sulla base
dell’indennita’ minima percepita, e tenuto conto delle tabelle
pubblicate da vari organi di stampa, vi sarebbe un risparmio annuo di
circa 30 milioni di euro”. ”Non e’ escluso – ha aggiunto il presidente Nencini – che il risparmio potrebbe essere ancora superiore se si adottasse un criterio di contenimento della spesa anche sui benefit collaterali”.
Indennità uguale per tutti i Consiglieri regionali
Lo propone Riccardo Nencini (SDI) presidente del consiglio regionale della Toscana. Così- sostiene- si potrebbe avere un risparmio di trenta milioni di euro l’anno.

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