Gentile redazione,
oramai si sente sempre più spesso parlare di Große Koalition e la cosa, purtroppo, si profila come il solito inciucio all’italiana. Io credo che i nostri politici devono piuttosto fare molta attenzione ora, perché, data la particolare situazione italiana, di aggregazioni diverse da quelle che si sono presentate al giudizio degli elettori si potrà parlare solo dopo che si siano chiarite le responsabilità politiche che hanno condotto allo stallo attuale, con un percorso a tappe che recuperi in modo trasparente il rapporto con l’elettorato.
La prima tappa è l’ammissione da parte di Berlusconi e dei partiti della C.d.L. che la legge elettorale, che hanno varato loro e che avrebbe dovuto garantire la governabilità del paese è stata un fallimento. Che non funziona è sotto gli occhi di tutti, in più ha prodotto una specie di aberrazione.
Togliendo le preferenze ha creato le condizioni per cui, di fatto, le segreterie dei partiti decidono chi va in Parlamento, senza il concorso del territorio. Non si sottovaluti questo aspetto perché significa che c’è una oligarchia che decide tutto e per tutti e la democrazia è messa in pericolo, se già non è una condizione da riconquistare.
La seconda tappa è la costituzione immediata di una maggioranza più ampia di quella che governa attualmente, con due soli scopi: rifare la legge elettorale ed indire, subito dopo, nuove elezioni.
Solo dopo questi primi due passaggi si potranno costituire nuove aggregazioni che, sulla base di programmi elettorali, si sottoporranno al responso delle urne.
Per concludere credo che il discorso della Große Koalition, dopo che da una parte e dall’altra della barricata ogni schieramento ha detto peste e corna dell’altro sia cosa improponibile e, oserei dire, indegna.
Cordiali saluti.
Danilo Di Mambro

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