Facciamo chiarezza su alcuni punti riguardanti il nuovo inceneritore di Selvapiana:
1) In tutte le direttive europee si parla di inceneritori e non di “termovalorizzatori”: non ci si ricorda dell’Europa solo quando fa comodo. Questo perché questi impianti recuperano il solo potere calorico del materiale che si brucia, ossia al massimo il 25% dell’energia necessaria a produrlo: si vede bene che “termovalorizzatore” è un termine non scientifico e ingannatore. Gli inceneritori sono impianti di smaltimento dei rifiuti e non fonti di energia rinnovabili, non hanno nessun vantaggio energetico.
2) Sempre secondo una direttiva CEE sono impianti pericolosi. Emettono centinaia di sostanze inquinanti di cui siamo in grado di monitorarne solo una piccola parte, sono inoltre i principali emettitori di diossine.
3) Gli inceneritori hanno un residuo di scorie di combustione attorno al 30% del totale, vale a dire 300 kg di rifiuti pericolosi ogni tonnellata bruciata, necessitano perciò di discariche speciali dove stoccare i rifiuti, quindi i rifiuti non spariscono ma si concentrano in qualcosa di più nocivo.
4) Passiamo al dimensionamento dell’inceneritore di Selvapiana: avrà una capacità di smaltimento attorno alle 62000 t/anno di rifiuti. L’area che servirà è stata estesa, oltre alla Valdisieve e Valdarno fiorentino ( da S.Godenzo a Figline) , cioè i comuni soci di A.E.R., al Valdarno aretino raddoppiandone il bacino. Questo dimensionamento porta ad una previsione di produzione di rifiuti attorno alle 120000 t/anno: si prevede cioè un aumento della produzione dei rifiuti nell’area ( si dice che aumenteranno i residenti ma i tre quarti dei rifiuti sono prodotti dalle industrie). Prima contraddizione con quanto dice la regione che vuole dei piani dei rifiuti con previsioni di riduzione attorno al 15%, e soprattutto con quanto vorrebbe un sano impegno delle amministrazioni per salvaguardare l’ambiente: ridurre i rifiuti vuol dire sprecare meno le risorse di questo povero pianeta (spesso tolte a paesi molto più poveri del nostro diciamocelo!) Inoltre si dice di volere le raccolte differenziate e si prevede di bruciare più del 50% dei rifiuti previsti, quando sempre la nostra regione parla di arrivare al 55%, e quando in molte parti, anche in Toscana, siamo a numeri molto più alti! Evidentemente il dimensionamento nasce sulla massa minima di rifiuti da bruciare per produrre energia elettrica (sovvenzionata.).
5) Pensiamo poi ai costi: 38 milioni di euro per l’impianto! E la manutenzione dell’impianto, la messa in sicurezza, la sostituzione dei filtri ecc…? Siamo sicuri che sia conveniente economicamente? Produce energia elettrica, ma questa ha un valore di mercato (e di questo parametro ci si ricorda solo quando si privatizzano i servizi) che è un terzo di quello a cui viene venduta, gli altri due terzi sono frutto di un contributo europeo detto bonus verde, ovvero soldi di tutti i cittadini che pagano così tre volte: direttamente ad A.E.R., indirettamente alla Comunità Europea, e infine sulla propria salute.
Noi pensiamo ad un altro scenario possibile: nessun aumento dei rifiuti, anzi riduzione del 15%, raccolte differenziate al 55%, recupero alla discarica, impianti di trattamento a freddo del restante materiale, impegno forte verso le imprese non attente ai cicli di produzione, impegno diretto degli enti pubblici nel non produrre rifiuti ( ad esempio niente vassoi di plastica usa e getta nelle mense..) ecc…E’ difficile da realizzare? Forse ma è necessario se vogliamo davvero tutelare i cittadini, e l’ambiente in cui viviamo..se però prevale la paura di scegliere, o di cambiare scelte già fatte,…
Circolo di Rifondazione Comunista Pelago-Pontassieve

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