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In Occidente la “capoccia” umana è un ottimo separatore di orecchie

“Sostituire la carenza di cultura, di formazione, di crescita, di emancipazione … con la minaccia delle manette … può essere utile in alcuni casi, incancreniti e cronici, ma non risolve il problema, anzi lo accentua, a meno che non torni ad essere valorizzata la “capoccia umana”, che, forse stupirà qualcuno, ma non serve soltanto a separare le orecchie.” Prof. Enrico Michetti Non credo che gli addetti ai lavori possano stupirsi più di tanto dell’opinione del prof Michetti. La “testa” degli occidentali è formata apposta da vuoto separatore di orecchie, per evitare che in democrazia i popoli liberi prendano il brutto vizio di pensare; fino a mettere in discussione i privilegi e gli abusi delle classi dirigenti: cominciando dal mondo falsificatore della cultura, e passando a quello corrotto della politica, avvelenatore del mercato, e vorace della Finanza.

di Franco Luceri | 27 Dicembre 2025

“Sostituire la carenza di cultura, di formazione, di crescita, di emancipazione … con la minaccia delle manette … può essere utile in alcuni casi, incancreniti e cronici, ma non risolve il problema, anzi lo accentua, a meno che non torni ad essere valorizzata la “capoccia umana”, che, forse stupirà qualcuno, ma non serve soltanto a separare le orecchie.”
Prof. Enrico Michetti

Non credo che gli addetti ai lavori possano stupirsi più di tanto dell’opinione del prof Michetti. 

La “testa” degli occidentali è formata apposta da vuoto separatore di orecchie, per evitare che in democrazia i popoli liberi prendano il brutto vizio di pensare; fino a mettere in discussione i privilegi e gli abusi delle classi dirigenti: cominciando dal mondo falsificatore della cultura, e passando a quello corrotto della politica, avvelenatore del mercato, e vorace della Finanza.

Io ho cercato di capire perché il mondo della cultura a partire dalla filosofia potrebbe avere interesse a svuotare dell’intelligenza istintiva i cervelli, anziché riempirli di vera conoscenza. Essendo all’origine del pensiero umanistico e scientifico, la filosofia ha la responsabilità del funzionamento o  fallimento dei sistemi sociali, e di conseguenza tende a costruirsi un alibi di ferro preventivo per i danni che rischia di generare ai popoli.

Nata dopo la religione, nel sesto secolo avanti Cristo, la filosofia ha messo in discussione persino l’esistenza dei pianeti e del sole, ma ha accettato come verità  incontestabile, che per il furto di una mela i coniugi Adamo siano stati scacciati dal paradiso e condannati con i loro eredi e successori per milioni di generazioni e fino all’estinzione dell’umanità, a vivere di stenti: duro lavoro e sofferenze di ogni tipo.

Questa falsa verità e l’alibi di ferro dei cervelloni della cultura umanistica e scientifica che possono accreditarsi i meriti delle cose che funzionano e scaricare sul Padreterno la colpa delle disfunzioni, perché l’intelligenza umana non può cancellare la condanna Divina alla fatica e al dolore.

Ma 25 secoli sono un tempo sufficiente perché l’umanità prenda coscienza e si liberi da questa menzogna filosofica, mutuata dolosamente dalla religione con funzione di alibi incontestabile.

Non ci sono altri colpevoli al mondo più della cultura, che da qualche secolo forma e utilizza i cervelli da “separatori d’orecchie”. Meriti e colpe nascono e si sviluppano in conseguenza della qualità del sapere umano.

Ed è una colossale bugia che per il furto di una mela peraltro indotto dal serpente di cui era personalmente responsabile il Padreterno, i coniugi Adamo siano stati condannati insieme a centinaia di miliardi di umani e fino all’estinzione dell’umanità, a forme di sofferenza e privazioni inimmaginabili.

Questo è un “alibi di ferro”, per tutti gli acefali del mondo della cultura, della politica, del mercato e della Finanza, che andrebbe smascherato prima che sia tardi.

Per fortuna non tutto il mondo scientifico accetta per vera la panzana della condanna Divina alla fatica, al dolore e alla povertà di cui non sembra esserci rimedio razionale.

Invece la pedagogia nipponica dovrebbe fare da caposcuola su tutto il pianeta. In un mondo dove si producono e consumano trilioni a vagonate, per formare “umanoidi bestiali, Ingordi, assassini”, in Giappone formano uomini impiegando gli scolari nella pulizia delle scuole, cosa che noi occidentali consideriamo criminale schiavismo, allenamento alla accettazione della schiavitù, invece è scienza vera: è insieme filosofia, sociologia, psicologia e pedagogia geniale, perché gli esseri umani nascono schiavi di quattro bisogni ineludibili aria, acqua, cibo e sonno, ma nascono anche con una naturale tendenza al gioco e non al lavoro, all’appropriazione indebita anziché al guadagno onesto.

E se non vengono abituati a produrre il minimo vitale per vivere, lavorando oltre che pensando, mettono se stessi e gli stati in un mare di guai, posto che a livello planetario non esiste politica capace di perequare le risorse in modo da provvedere alla giustizia sociale in maniera accettabile, senza che milioni di persone abbiano a soffrire o morire per i beni e servizi eternamente insufficienti in ogni angolo del pianeta.

Insomma le falsificazioni della cultura occidentale, partono dalla pedagogia, che salvo rare e illustrissime eccezioni, lascia gli individui e quindi i popoli, stupidi e irresponsabili, allenandoli a produrre pensiero e a vivere con le mani in tasca a spese di chi butta il sangue lavorando duramente per sopravvivere.

Provate a riflettere; I filosofi progettano ideologie, formano classi dirigenti e produttive sempre più incapaci e disoneste, ma sono esenti da colpe, non pagano nemmeno una multa per divieto di sosta se sterminano interi sistemi sociali come il comunismo e come il liberismo che funziona soltanto tenendo l’intera comunità mondiale in guerra continuata e con minaccia atomica crescente.

In questo capolavoro cultural politico, ci sono responsabili di tutti i tipi, ma i progettisti della cultura non pagano nemmeno una lira. Finiscono processate e condannate le forze dell’ordine, i politici, i giudici, gli industriali e i banchieri, ma nessuno muove un’obiezione ai “sotuttoio della cultura“, perché lasciano ignoranti persino quelle definite pomposamente  classi dirigenti, con conseguenze apocalittiche per l’intera comunità mondiale.

Franco Luceri

Pubblicato in : Editoriale

Info Franco Luceri

Nato nel 1941 e residente nel Salento, dopo due anni di esperienza da dipendente, come ragioniere, passò a l’attività autonoma come agente di commercio. Sposato da 46 anni, e pensionato da 10, ormai coltiva la sua passione più grande e quasi trentennale di opinionista dilettante, apolitico e libero, iniziata nel 1987 per il Quotidiano di Lecce e poi estesa alla Gazzetta del Mezzogiorno e altri giornali nazionali o locali con interventi occasionali. Dal 2011 ha un blog personale su internet “il rebus della cultura”. E dopo varie collaborazioni sul web, è approdato, per la cortese ospitalità del Direttore Nicola Cariglia, su Pensalibero.

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