Giovedì 25 gennaio 2007 – ore 17.30
Fondazione il Fiore – Via S. Vito 7, Firenze
Maria Grazia Beverini Del Santo, in occasione del Giorno della Memoria,
ha il piacere di ricordare la figura e l’opera di
HANNAH ARENDT
Ne parlerà Daniela Belliti
in una conversazione dal titolo
Una donna in tempi bui: Hannah Arendt, storia di un’ebrea
Saranno letti brani da
“Le origini del totalitarismo”, “La banalità del male”, “La vita della mente”
COMUNICATO STAMPA
IN OCCASIONE DELLA GIORNATA DELLA MEMORIA
GIOVEDI’ 25 GENNAIO ORE 17.30 ALLA FONDAZIONE IL FIORE
INCONTRO DEDICATO ALLA FIGURA E LE OPERE DI HANNAH ARENDT
NE PARLERANNO LA CONSIGLIERA REGIONALE DANIELA BELLITI E LA PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE MARIA GRAZIA DEL SANTO
«I lager sono i laboratori dove si sperimenta la trasformazione della natura umana[…]. Finora la convinzione che tutto sia possibile sembra aver provato soltanto che tutto può essere distrutto. Ma nel loro sforzo di tradurla in pratica, i regimi totalitari hanno scoperto, senza saperlo, che ci sono crimini che gli uomini non possono né punire né perdonare. Quando l’impossibile è stato reso possibile, è diventato il male assoluto, impunibile e imperdonabile, che non poteva più essere compreso e spiegato coi malvagi motivi dell’interesse egoistico, dell’avidità, dell’invidia, del risentimento; e che quindi la collera non poteva vendicare, la carità sopportare, l’amicizia perdonare, la legge punire» (Le origini del totalitarismo)
«Il guaio del caso Eichmann era che uomini come lui ce n’erano tanti e che questi tanti non erano né perversi né sadici, bensì erano, e sono tuttora, terribilmente normali» (La banalità del male)
Queste alcune frasi significative di Hannah Arendt, una delle più grandi intellettuali del Novecento, una delle poche filosofe donne, di cui si parlerà giovedì 25 gennaio alle 17.30 in un incontro intitolato ‘Una donna in tempi bui: Hannah Arendt, storia di un’ebrea’, organizzato in occasione della Giornata della Memoria dalla Fondazione il Fiore, in collaborazione con A.D.E.I – W.I.Z.O – Associazione Donne Ebree d’Italia e con la Comunità Ebraica di Firenze.
Hannah Arendt, ebrea, nacque nel 1906 ad Hannover da una famiglia tedesca. Si dedicò presto a studi filosofici e fu allieva, e successivamente amante, di Martin Heidegger, per il quale testimoniò a favore quando fu processato per aver favorito il regime nazista. Compagna di studi di Hans Jonas, a causa delle persecuzioni naziste fu costretta ad emigrare prima in Francia, nel 1933, e poi negli Stati Uniti. Fu apolide fino al 1951, quando ottenne la cittadinanza americana, e proprio la sua condizione di ‘senza patria’ fu una parte emblematica e fondante del suo pensiero. Dal 1961, l’autrice di ‘Le origini del totalitarismo’ e ‘La banalità del male’ seguì il processo del nazista Otto Adolf Eichmann. E fu proprio con lo studio dei fenomeni totalitaristi che la Arendt si procurò critiche che hanno limitato la sua notorietà tra il grande pubblico. «Proprio perché estranea a schemi e classificazioni riconducenti ad un qualche ‘ismo’ – spiega Daniela Belliti, consigliera regionale Ds, che parlerà della Arendt giovedì alla Fondazione – fu un’intellettuale scomoda, che l’Occidente aveva, si può dire, quasi rimosso fino a che i grandi cambiamenti politici e sociali dell’ultimo decennio del secolo breve’ ne hanno permesso la riscoperta. Le caratteristiche principali del suo metodo filosofico trovano radice dentro due dimensioni oggettive, ’naturali’: l’essere donna e l’essere ebrea. Hannah rappresenta una sintesi di tradizione ebraica, che mai ha rinnegato, e cultura europea; per lei solo a partire dal riconoscimento della singolarità della propria condizione storica e culturale è possibile affrontare il suo trascendimento dentro una rete di relazioni universale, la condizione ineludibile della pluralità degli esseri umani nel mondo».
Nel corso dell’incontro Maria Grazia Beverini del Santo, presidente della Fondazione il Fiore, ente che, nato dieci anni fa da un’idea di Alberto Caramella, organizza eventi legati soprattutto al mondo della poesia, e Daniela Belliti leggeranno alcuni brani tratti da opere della Arendt, in particolare da ‘Le orgini del totalitarismo’, ‘La banalità del male’ e ‘La vita della mente’, opera postuma (la pensatrice si è spenta a New York nel 1975).
Dalle 16.30 di giovedì 25 gennaio, da piazza San Francesco di Paola, all’angolo della Chiesa, sarà disponibile la navetta gratuita per raggiungere la sede della Fondazione, in via San Vito 7 a Firenze. L’ingresso è libero.
Ufficio Stampa: 329-3374952 055-8713344 monicapieraccini@tiscali.it

Lascia un commento