
Nessun addebito a quei magistrati che hanno dovuto scientemente puntare l’arma contro il nemico Berlusconi per salvare la Magistratura.
L’uso delle armi è appena iniziato. Non si può prevedere che cosa succederà in futuro. Una cosa è certa: che durante la lotta destinata a diventare ogni giorno più feroce, si conteranno vittime e molti feriti gravi.
Molti personaggi, vere iene della società italiana, osano ridere e brindare mentre si sta attivando un terremoto pericolosissimo per i danni che potrà produrre fino al suo spegnimento.
Marco Travaglio che cosa crede di ottenere definendo “Delinquente matricolato” Berlusconi? Sarà pure un giornalista, ma per tutti è una zavorra. Basta così! Ridicoli gli insulti di Saviano. Nessuna meraviglia per quello che si legge su Repubblica. Osa dire la sua pure l’ex PM, l’ex onorevole Antonio Di Pietro che è stato cacciato dal Parlamento a furor di popolo.
Il commento più disgustoso, e non poteva essere diversamente, tenuto conto del soggetto, è stato quello dell’ex socialista Guglielmo Epifani, che indosserebbe una maglietta con l’effige di Stalin pur di rimanere segretario del PD in piena fase di implosione.
L’odio di tal signori nei confronti di Berlusconi è dovuto alla loro consapevolezza di essere dei minuscoli moscerini succhia sangue dello Stato rispetto al colosso imprenditore che ha assicurato lavoro e pane a migliaia di famiglie in pieno clima di crisi economica mondiale.
Molti cittadini non comprendono la posizione ostile, nei confronti di Berlusconi, del quotidiano il “ Corriere della Sera”. Bisognerebbe conoscere come nasce un giornale, a quale potere forte appartiene, quali i periodi di crisi e le rispettive ragioni. Il Corriere della Sera si arroga il merito di aver allertato la Magistratura sui problemi giudiziari di Berlusconi. Sarebbe stato lo stesso giornale a sollecitare la Cassazione ad anticipare la sentenza riguardante il processo per i diritti TV.
Tali notizie giornalistiche lascerebbero pensare che a guidare i Giudici sia il padrone del Corriere della Sera.
Premesso ciò, viene spontaneo chiedersi chi guida, o chi consiglia i giudici, a essere più attenti a seguire i processi che potrebbero finire in prescrizione? E’ Eugenio Scalfari a parlare delle disattenzioni dei giudici e, sfoderando la sua spiccata cattiveria, a invitare Berlusconi a dimettersi prima che intervenga il Senato. Ha sbagliato chi ha pensato che i giudici fossero dei comunisti amareggiati per vedere sempre perdente alle competizioni elettorali governative. Dopo le notizie del Corriere della Sera bisognerebbe scoprire a quale potere forte nazionale o internazionale i giudici o parte di essi sono legati.
La realtà inconfutabile è la guerra in atto tra taluni giudici divenuti tali per concorso pubblico e taluni politici votati dal popolo per legiferare. La condanna emessa dalla Cassazione non ha colpito solo Berlusconi per un presunto reato di evasione fiscale, ma ha colpito milioni di Italiani privandoli arbitrariamente della loro libertà di scelta democratica.
Il Popolo privato della libertà di pensare e decidere autonomamente è schiavo del regime autoritario e dittatoriale.
Le libertà soffocate si riscattano con la lotta, con la guerra come la storia ci ha informato.
Per quanto riguarda il colpo inferto al Popolo delle Libertà, è necessario che tutti i parlamentari si dimettano da ogni carica istituzionale e dal Parlamento in segno di protesta contro chi ha minato la democrazia e lo Stato Repubblicano italiano. Il tentativo di pacificazione nazionale è morto subito. Sulla sconfitta non si piange, ma si freme.

Sempre in forma Mimì.