
Ma è con grande sconforto che vedo pubblicizzare su facciate ed autobus, sulla stampa e sui media, un cosiddetto Festival delle Religioni. A guardare il programma, si tratta in genere di eventi interessanti e correttamente costruiti: dibattiti fra esponenti delle religioni, presentazioni di libri e di opere d’arte che hanno per tema la mistica ed il dialogo interreligioso. Il tutto fatto con grande (e perciò un po’sospetta) profusione di fondi. Ma la cosa che non va è lo stile mercantile e frivolo che si è voluto dare alle manifestazioni.
Trovo sinceramente aberrante che si sia voluto chiamare Festival un appuntamento al quale partecipano invece persone serie. Così si mettono le religioni e la spiritualità di cui sono portatrici sullo stesso piano della frivolezza stucchevole di Sanremo, o dei concorsi di bellezza per le miss di qualunque tipo. Confrontiamoci su ciò che ci divide, è il motto del Festival, come se fossimo ad un concorso per la religione più bella, Miss Religione dell’anno.
No, questo proprio non mi va giù. Il sacro non può diventare merce da offrire in mostra, non può esser messo in passerella o sugli scaffali di un supermercato. Una cosa è il dialogo ed il confronto, un’altra la mercificazione.
Ciò che auspico è che l’anima della nostra città torni a risplendere, che Firenze torni ad essere la Casa dei diritti dell’uomo, della pace fra i popoli, del dialogo fra le religioni, della libertà, tolleranza e solidarietà per tutte le minoranze. Possiamo così rilanciarne il ruolo nel mondo, approfittando della visibilità che le attribuisce l’avere un Presidente del Consiglio fiorentino. Illuminiamo l’anima di Firenze: istituiamo un centro permanente per la Pace ed i Diritti delle persone, che amministri un premio per gli operatori della pace, dell’accoglienza e del dialogo. Sarà il nostro prestigioso piccolo Nobel. Potremo consegnarlo nella basilica di San Miniato al Monte, questa cittadella dello Spirito che dall’alto del colle irradia la bellezza celeste sulla città e sul mondo intero. In questa cornice acquisteranno il giusto valore anche gli eventi legati al dialogo interreligioso.

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