
Il primo, l’inaugurazione di una mostra d’arte a Villa Arrivabene di artisti fiorentini legati alla città e all’ambiente in cui vivono, portatori di una visione artistica contemporanea all’interno di un’associazione. Unirsi, stare insieme, per condividere una propria passione che in questo caso è quella dell’arte figurativa. Sono tante nella nostra città, nei nostri Quartieri, queste realtà.
L’associazionismo è fortemente radicato nella cultura di Firenze, e ne rappresenta storicamente un punto di forza importante. E’ bene che le istituzioni pubbliche cerchino il dialogo con questo mondo, e ne assecondino per quanto possibile le istanze e le tante iniziative che possono contribuire a migliorare il tessuto connettivo sociale e la qualità della vita in città. Penso al ruolo che in tal senso, ad esempio, hanno assunto i tanti Centri anziani presenti in città. Solo nel Quartiere 2 ne esistono ben cinque, luoghi di socializzazione dove poter trascorrere giornate in compagnia, feste sociali, ballo, da parte di persone la cui alternativa sarebbe probabilmente la solitudine.
Il secondo appuntamento è stato un interessante convegno alla presenza, fra gli altri, del vice ministro alle infrastrutture Riccardo Nencini, dove sono stati focalizzati gli impegni da assumere nell’immediato futuro in merito al miglioramento infrastrutturale di Firenze. È stata ribadita la necessità dello sviluppo aeroportuale della nostra città, opera fondamentale per la vocazione turistica e commerciale dell’area metropolitana fiorentina.
Dopo tante discussioni è giunto il momento delle decisioni. Analogamente per l’inizio dei lavori per le linee tranviarie 2 e 3, che una volta ultimate, andranno ad affiancarsi all’unica oggi funzionante, la Firenze-Scandicci, costituendo un sistema di trasporto su ferro assai utile per lo snellimento e la razionalizzazione del traffico urbano.
Sono questi alcuni dei temi forti in agenda dell’amministrazione comunale per il prossimo quinquennio. La realizzazione di importanti opere infrastrutturali, come è stato anche sottolineato dagli intervenuti al convegno, sarà l’occasione per una modernizzazione della nostra città, i cui effetti positivi si riverbereranno sull’intera area metropolitana, rappresentando un volano di crescita economica.
Assai importanti in tal senso, le sinergie che si potranno creare fra governo locale e centrale. Un’occasione preziosa per Firenze, e il suo sviluppo.

Io sono d’accordo sulla necessità di realizzare la linea 2 della tramvia, anche se avrei preferito un tracciato che arrivasse a Santa Maria Novella sul terrapieno ferroviario, senza attraversare edifici e viali. Mi preoccupa grandemente la realizzazione concomitante delle linee 2 e 3, i cui lavori si sommeranno a quelli per l’Alta Velocità. Si rischia la paralisi di un settore nevralgico per il traffico cittadino, quello fra il viale Lavagnini e viale Redi. Preferirei che i tempi di realizzazione fossero diversi e che si prevedesse un nuovo sottopasso ferroviario fra viale dei Cadorna e la zona Statuto. Perché non rinviare di qualche tempo la linea 3?