L’anno prossimo ci sono le regionali e, sono certa, ci ritroveremo ad affrontare questo nuovo impegno verso quella nuova meta.
In attesa del responso. La mia campagna elettorale dietro una tastiera.
Buona serata domenicale
In attesa del responso. La mia campagna elettorale dietro una tastiera.
Certo ho incontrato anche tanti amici e conoscenti in carne ed ossa, ma quelli dai quali ho avuto più sostegno simpatia e soddisfazione sono gli amici virtuali dei social, di Facebook. Non saprò mai se tutti quelli che hanno giurato che mi avrebbero votato lo avrebbero fatto davvero. Ma il supporto morale è stato notevole. E tanti quelli che hanno sostenuto di allertare tutte le loro amicizie di Firenze a pro mio. Anche da lontano. O fuori città. Già, perchè quanti amici ormai vivono nei dintorni, a due passi, ma in altri comuni. Sesto Calenzano, Scandicci San casciano, Pontassieve Bagno a Ripoli, Fiesole. Mentre scrivo non so ancora come finirà questa avventura appassionante. Resa ancor più proficua per la conoscenza virtuale o meno di tanti amici di ogni parte d’Italia dispiaciuti per non potermi dare la preferenza. Alcuni si sono esposti incitando i fiorentini a votarmi. Ecco, tanto basta per essere soddisfatta e appagata. Chi dice che F.B. porta solo scompiglio e dolori ha davvero torto, a mio avviso. Perchè se ho avuto sostegno minore, forse perché mi aspettavo troppo, è proprio dagli amici reali, non tutti, davvero ma forse da quelli più cari. Chi torceva il naso, chi mi diceva ma perchè con loro, chi mi guardava con indifferenza o addirittura con circospezione e prudenza o chi pensava, senza dirlo, “ma come ancora ma non ti basta quello che hai dato alla politica, ormai sei vecchia”. Forse perchè tanti amici comuni erano candidati e quindi si trovavano in difficoltà e imbarazzo nella scelta. Ma ho avuto anche il sostegno e l’affetto di alcuni assist che si sono dati da fare per me attivando a loro volta gli amici, e ai quali darò sempre il mio affetto, comunque vadano le cose. Nonostante una certa delusione per l’assenza di alcuni, i più vicini, che mi hanno fatto sentire un po’ sola. All’inizio, nonostante fossero stati i primi ai quali , ben un anno fa, avevo confidato questa mia idea, che forse pensavano rimanesse tale.
Questa candidatura nata dal nulla, ma in una lista civica pregna di contenuti e aperta al mondo, con un programma scollato e disgiunto da qualsiasi ideologia di partito. Ma ben strutturato, coeso e condiviso. Questa lista priva di risorse, senza sponsor e patrocini se non la buona volontà e il lavoro indefesso di chi ha più competenza della cosa pubblica, o di chi, come me, ha la fortuna di scrivere e esprimere pensieri sperando di poterli trasformare in azioni che ne potrebbero scaturire, qualora fosse data facoltà. Ognuno , ciascun candidato ha dato del suo, a seconda delle competenze e specificità. Dal disbrigo delle pastoie burocratiche e istituzionali dell’ottima Tea, dalla pazienza indicibile anche nell’organizzare eventi e tenere a bada nelle chat i più scomposti e vivaci fra noi. Agli uomini sandwich, all’attacco dei manifesti, pochi rispetto a quelli dei partiti con maggiori risorse, al volantinaggio. Mustafa ha fatto di tutto, grande e robusto com’è. Ha attaccato i manifesti e ha girato per i mercati e le periferie, le case minime, senza sosta, otre ai turni in farmacia, e oltre naturalmente alle conferenze stampa insieme agli altri 8 candidati sindaco, fra i quali ha fatto una eccellente figura, per la sua cultura, compostezza, educazione e competenza nonostante la sua giovane età. E poi il sostegno esterno di persone dedite alla causa per pura passione e amore verso la propria città. Nicola, il mio direttore, Franco nelle retrovie, che spicca per il suo attivismo e il suo senso dell’ironia.
Ecco, ci siamo anche divertiti. Mai un muso lungo , mai un dissidio. Una squadra di persone che sapevano di dover competere e confrontarsi uniti per assicurarsi una buona posizione se non per vincere. Ma, contemporaneamente l’un contro l’altro, ma disarmati, per conquistarsi le preferenze personali, inutili senza l’unione solidale per raggiungere un risultato valido e produttivo.
Carla Ceretelli

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