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In attesa dei NFP, lo JPY risolleva la testa

La settimana, fino a ieri sera, sembrava procedere lentamente, con mercati che vivevano una fase di stanca e oscillazioni che fino a ieri sera, sono apparse, tutto sommato contenute. I listini negli ultimi giorni, hanno avuto una price action asfissiante, bisogna riconoscerlo, con price action vicino ai massimi di periodo o sui massimi storici come il Dax, inarrestabile, considerato che ieri ha raggiunto un altro massimo di sempre a 16.729. Va detto però, che Wall Street già ieri sera aveva chiuso in correzione con il Dow Jones sceso dello 0.19%, S&P a -0.39% e Nasdaq in ribasso dello 0.58%.

di Saverio Berlinzani | 7 Dicembre 2023

La settimana, fino a ieri sera, sembrava procedere lentamente, con mercati che vivevano una fase di stanca e oscillazioni che fino a ieri sera, sono apparse, tutto sommato contenute. I listini negli ultimi giorni, hanno avuto una price action asfissiante, bisogna riconoscerlo, con price action vicino ai massimi di periodo o sui massimi storici come il Dax, inarrestabile, considerato che ieri ha raggiunto un altro massimo di sempre a 16.729. Va detto però, che Wall Street già ieri sera aveva chiuso in correzione con il Dow Jones sceso dello 0.19%, S&P a -0.39% e Nasdaq in ribasso dello 0.58%. E nella notte i listini asiatici hanno seguito la discesa dei listini occidentali. A sommarsi a questa discesa, va ricordato che l ’asta di titoli governativi in Giappone non ha avuto le richieste attese e il rendimento del decennale, si è impennato tornando a +0.75%. Lo Jpy ha avuto una reazione improvvisa con il UsdJpy che ha perso circa lo 0.50% Per ora questi movimenti sono correttivi, ma attenzione, perché pare esserci un ritorno del risk off classico, con lo Jpy che per una notte è tornata la valuta rifugio che conoscevamo. Sul fronte dati, il rapporto sugli Adp, ovvero gli occupati del settore privato, ha evidenziato un calo degli assunti, a 103 mila unità, ben inferiori alle attese di 130 mila. Perdite di posti di lavoro soprattutto nel settore dei servizi professionali, alle imprese e nel settore del tempo libero. Ma il mercato è ora concentrato su quanto accadrà domani, con la pubblicazione dei Non Farm Payrolls, attesi a 187 mila e soprattutto al dato sulla disoccupazione, ora al 3.9%.

VALUTE.

Stabile fino a questa notte, il mercato dei cambi, con oscillazioni contenute, e relativamente bassa volatilità. EurUsd sotto 1.0800, incapace di romperlo ma con bid che compaiono in area 1.0755 60. Stessa cosa per il Cable che è sceso fino a trovare un buon supporto a 1.2550. Il UsdJpy, che sembrava chiudere a 147.30, invece ha mollato dopo la debole asta sui titoli di stato ed è sceso 100 pips a 146.30. Tecnicamente, se rompesse 146.10, potrebbe scendere fino a 144.00. Poche le novità sugli altri rapporti di cambio con AudUsd e NzdUsd anche loro in trading range, anche se nelle ultime ore hanno corretto per via di liquidazioni di posizioni di AudJpy e NzdJpy. Se il mercato torna quello di una volta, con lo Jpy valuta rifugio principe, potremmo assistere a movimenti impulsivi pro Jpy contro tutte le valute e torneerebbe prepotentemente in auge il risk off. Per ora, pochi segnali di avversione al rischio però con il Vix tornato sopra 12.90 ma ancora molto basso, e il decennale Usa a +4.16% di rendimento.

CANADA, TASSI FERMI.

La Boc ha mantenuto fermo il tasso overnight al 5% per la terza riunione consecutiva, in linea con le attese. Si tratta comunque del livello più alto da 22 anni a questa parte. Nello statement si legge che si cominciano a intravedere gli effetti sulla spesa e consumi, oltre che sui prezzi. Rimangono comunque rischi che indurrebbero la banca centrale ad alzare i tassi qualora fosse necessario. UsdCad che ha guadagnato qualcosa, salendo in area 1.3590 da 1.3550, ma poi si è stabilizzato su questi livelli. Nel medio termine e tecnicamente, il rapporto di cambio sembra ancora da vendere sui rialzi.

PETROLIO ANCORA IN CALO.

Scende ancora il petrolio, in area 70 il Wti e 74 il Brent, raggiungendo i livelli più bassi dal luglio scorso. Le ragioni sembrano legate all’aumento importante dell’export Usa di greggio, quasi 6 milioni di barili al giorno verso Europa e Asia, in continuo aumento. Secondo i dati, l’Opec ha pompato 27 milioni di barili al giorno a novembre, con Arabia Saudita che ha mantenuto stabile l’offerta. E l’Opec+ ha dichiarato che vi saranno ulteriori 2.2 milioni di tagli al giorno prossimamente. Per ora però evidentemente il calo della domanda prevale su una offerta che scende meno, e il prezzo pertanto resta debole e in tendenza ribassista, anche se siamo sui supporti chiave.

Saverio Berlinzani

Pubblicato in : Economia, EditorialeTag: anni, banca centrale, dichiarato, europa, lavoro, mercati, mercato, posti di lavoro, tagli, usa, wall street

Info Saverio Berlinzani

Nel 1989 inizia il suo percorso lavorativo nel mercato valutario come spot trader per il Banco Lariano.
Dal ’91 per la Banque San Paolo di Parigi come trader su lira e Franco francese.
Dal ‘92 presso il Banco Lariano di Milano spot trader su tutte le valute SME.
Dal ’95 per Swiss Bank Corporation capo cambista – Lugano, Ginevra, Londra.
In questi anni, oltre alla specializzazione sul mercato dello spot come market maker ha sviluppato conoscenze del mercato dei derivati come trader di posizionamento per l’Istituto (Opzioni vanilla ed esotiche), nonché conoscenza diretta delle valute legate ai paesi emergenti (carry trades).
Dal ’98 è rientrato in Italia come Libero professionista in qualità di Consulente Finanziario e patrimoniale – Presidente e socio fondatore di una società broker in forex.
Dal 2009 ad oggi, trader indipendente nel mercato valutario fondatore del sito www.saveforex.it, community di traders con cui condivide QUOTIDIANAMENTE in tempo reale la sua operatività FOREX attraverso una chat e un webinar LIVE

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