
“Il quaderno nascosto” di Carlo Colasanti è una sorta di romanzo corale che vuole scavare in profondità la relazione tra chi dà la vita e chi la riceve. Grazie all’abilità dell’autore di creare situazioni assolutamente imprevedibili, il libro ha una trama dal ritmo serrato che alla fine si chiude intorno ai protagonisti, mettendoli a nudo di fronte al ruolo più scomodo: quello di genitori. Ricostruire l’intreccio di fatti e sentimenti tra i tanti personaggi che affollano l’opera di Carlo Colasanti sarebbe riduttivo. I temi che si mescolano nelle pagine del romanzo sono infatti numerosi: dall’ossessione per la maternità alla ricerca disperata di un erede degno di una dinastia di industriali, dallo smarrimento dei sentimenti alla truffa. L’abilità di Carlo Colasanti riesce tuttavia a far coesistere queste tematiche in una trama che catapulta il lettore in un turbinio di eventi incalzanti. Una figura però emerge tra tutti: è Pina, una donna non più giovane, sola e senza affetti, se non quello dei gatti randagi di cui si prende cura. La sua vita cambia improvvisamente quando trova un neonato abbandonato in un cassonetto e decide di tenerlo con sé crescendolo con amore e lo chiama Arturo. Il ragazzo è intelligente e promettente e nutre per la donna che l’ha salvato da una terribile morte un sentimento fortissimo ed è totalmente ricambiato. In un diario nascosto sotto il materasso, Pina racconterà i suoi pensieri e le sue paure. Sarà proprio dal quel quaderno che Arturo, una volta cresciuto, scoprirà la vera storia della persona che lui ha sempre considerato sua madre. “Erano passate due ore quando Arturo s’imbatté in un anonimo quaderno con la copertina rossa sbiadita; era tra il materasso e le doghe che lo sostenevano. Lo notò per caso chinandosi a raccogliere una fotografia caduta a terra volteggiando sotto il letto. Lo aprì distrattamente, iniziò a leggere; la fitta grafia inconfondibile di sua madre riempiva pagine e pagine; sembrava un racconto, narrava la storia di una ragazza rimasta orfana di madre in età puberale; era scritto in prima persona” scrive Carlo Colasanti nel suo romanzo. Con i suoi libri, l’autore ha ottenuto diversi riconoscimenti. Ha infatti partecipato al premio letterario “Un libro nel cassetto” nel 2010 ed è arrivato secondo con il suo romanzo “Un’insolita fortuna” mentre l’anno seguente si è classificato al primo posto nello stesso concorso con il suo libro “Il Dittattore”. “Il quaderno nascosto” è stato scelto dall’associazione culturale Leggere Conviene per promuovere la lettura sul territorio.
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