
300mila ieri a Roma e 25milioni più uno oggi e domani alle urne affinché i referendum siano validi.
Io vado di prima mattina a votare perché non vorrei essere mai, in ogni caso, quella persona che manca al conteggio.
Ci sono tante ragioni per votare cinque SI:
– contro i licenziamenti illegittimi senza possibilità di reintegro;
– per permettere ai lavoratori, anche a quelli delle pmi, un risarcimento adeguato, se licenziati senza una giusta causa;
– per impedire assunzioni a termine, precarie, senza motivazione;
– per tutelare la sicurezza dei lavoratori nei casi di subappalto;
– per ridurrebbe da 10 a 5 anni i tempi di residenza legale in Italia dei cittadini stranieri che chiedono la cittadinanza italiana.
Sono referendum che riguardano la dignità dei lavoratori e il loro diritto ad essere trattati con rispetto, e l’eguaglianza per quei migranti regolari di diventare, in tempi ragionevoli, cittadini a tutti gli effetti.
Dunque, 5 si per ragioni profonde di giustizia e dí solidarietà.
Ma oltre alla razionalità anche l’istinto politico dovrebbe spingere al voto.
Quando La Russa, Salvini, Tajani e Meloni fanno di tutto per farci restare a casa, allora è il momento di correre tutti quanti al seggio e votare 5 SI: anche contro l’arroganza e la protervia del potere di questa destra estrema, per non perdere l’occasione di procurare un grosso dispiacere a questi signori.
Enrico Rossi


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