
Gentilissimo Cariglia,
sono abbonato da tempo a Pensa libero.
Le spiego perchè vorrei comunicare con Voi: sto cercando – e come me in Italia oggi la maggioranza delle persone con sensibilità civile – una risposta autorevole, affidabile e con un potenziale di successo alle preoccupazioni quotidiane indotte dalla crisi. Sono persuaso che esiste un forte potenziale di passione e impegno per cambiare un paese che è nettamente migliore dei politici, dei magistrati , dei sindacalisti cui abbiamo, soprattutto nel recente passato voluto o dovuto affidarci.
Il risultato non è solo la crisi, grave, economica. La mancanza di una visione, di leader di qualità, di piani industriali degni di questo nome … E’ anche la maleducazione, la non curanza per il bene pubblico, la stessa criminalità, facilitata da una diffusa cultura ed esempi di furbizia e parassitismo. Se noi contribuiremo a dare delle risposte con programmi nuovi, sensati, e grazie a persone valide e non compromesse in alcun modo col passato avremo contribuito a uno sviluppo civile ancor più che economico ed eviteremo l’ abdicazione dell’ astensionismo.
Io sto cercando un associazione, un partito cui affidarmi. La proposta: creiamo nei prossimi mesi un programma semplice, innovatore, politico in senso lato, quindi anche economico e civile. Alcune idee, di metodo, quasi delle provocazioni, giusto per cominciare, per un vero programma occorrono analisi, studi di fattibilità… In primo luogo puntiamo su uno sviluppo qualitativo, ispirato al benessere. No alla crescita del cemento e dell’ asfalto dove siamo già leader in Europa preceduti solo da Lussemburgo e Olanda. Facilitiamo settori industriali impegnati nelle energie alternative, nella riqualificazione delle aree dismesse, nella ristrutturazione accurata del patrimonio artistico. Diventiamone leader, noi che abbiamo poche risorse minerarie. Puntiamo sul turismo, a forte contenuto di mano d’ opera, promuovendolo all’ estero e in Italia, mantenendo pulite, accoglienti, ben organizzate le nostre città. Questo sviluppo è possibile cambiando la mentalità, i comportamenti quotidiani degli Italiani. Per questo oggi è urgente un nuovo concetto di lavoro, inteso come valore aggiunto per il nostro prossimo o – da un punto di vista economico – per il mercato. Rendiamo obsoleto, offensivo il termine “posto di lavoro”. Quindi eliminiamo, per dare l’ esempio, tutte le fonti di reddito a carico della cittadinanza che non creano valore. Privatizziamola RAI, l’ esempio principe di corruzione e inefficienza. I professionisti validi della RAI daranno valutati dal mercato, chi ha “un posto di lavoro” conquistato con le tessere ed il voto di scambio sarà opportunamente, finalmente scartato. Ergo non più provincie (o regioni), subito, non è il caso di pensarci due volte: la casa brucia. Ergo non più primari doppi o tripli, e così per tanti dirigenti di regioni autonome che con segreterie, uffici, note spese, prebende e iper pensioni si impadroniscono per fini personali ogni giorno di risorse collettive da destinare a investimenti di sviluppo. Difficile? Se si vuole si fa. Abbiamo vari esempi di leggi retroattive.
E per un civismo di domani una scuola con professori ben pagati e selezionati in base al merito. Materie riviste per formare a un impegno personale e collettivo ispirato al civismo e alla responsabilità. Alla tolleranza e alla difesa agguerrita contro ideologie e religioni totalizzanti.…
Soprattutto per quel che ci riguarda dobbiamo impegnarci di persona, troppo facile, oggi imperdonabile, limitarsi a criticare e lamentarci. Chi nel mobilitare le persone, chi organizzando, tutti con un nuovo modo di far politica: pensiamo all’ Italia come ad un’ azienda (privata!): missione = sviluppo qualitativo, valori condivisi = lavoro che crea valore riconosciuto, manager = persone che si assumono responsabilità e costruiscono ogni giorno con determinazione, piano d’ azione: indirizzi chiari, priorità e risorse allocate con rigore e trasparenza. Per quel che mi riguarda un po’ del mio tempo sono pronto a dedicarlo a un progetto con queste ambizioni.
M faccia cortesemente sapere…
Lorenzo Ungaro
Caro Ungaro,
anche io sto cercando quello che sta cercando lei. Credo anche che milioni di italiani ci facciano compagnia in questo stato d’animo. Poi, naturalmente, ognuno da la propria risposta: spesso individualista, tanto che nessuno riesce a mandare a casa una classe politica che è, da decenni, sempre la solita, con le stesse persone e gli stessi riti. Per quanto ci riguarda, tramite Pensalibero, stiamo proponendo una rete di circoli, club, associazioni, siti web che si adopri pewr dare rilevanza politica alla cultura laica liberale e socialista. Veda lei….(n.c.)

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